Cresce contraffazione on line: Autorita', "servono interventi"

(AGI) - Roma, 27 nov. - "Occorrono nuovi strumentiperrafforzare la possibilita' di un intervento tempestivo controle violazioni commesse a danno dei consumatori attraverso l'usodi Internet". In un'audizione davanti alla Commissioneparlamentare d'inchiesta sulla contraffazione e sulla pirateriacommerciale, il presidente dell'Autorita' Antitrust, GiovanniPitruzzella, ha lanciato l'allarme sull'entita' e sullacrescita del fenomeno negli ultimi anni, in particolare fra lenuove generazioni: "In base al Rapporto Censis 2014 su questamateria, il 75% dei soggetti giovani intervistati nell'indagine- ha sottolineato Pitruzzella - acquista consapevolmenteprodotti contraffatti, per una scelta intenzionale e ripetuta".Da qui, secondo il

(AGI) - Roma, 27 nov. - "Occorrono nuovi strumentiperrafforzare la possibilita' di un intervento tempestivo controle violazioni commesse a danno dei consumatori attraverso l'usodi Internet". In un'audizione davanti alla Commissioneparlamentare d'inchiesta sulla contraffazione e sulla pirateriacommerciale, il presidente dell'Autorita' Antitrust, GiovanniPitruzzella, ha lanciato l'allarme sull'entita' e sullacrescita del fenomeno negli ultimi anni, in particolare fra lenuove generazioni: "In base al Rapporto Censis 2014 su questamateria, il 75% dei soggetti giovani intervistati nell'indagine- ha sottolineato Pitruzzella - acquista consapevolmenteprodotti contraffatti, per una scelta intenzionale e ripetuta".Da qui, secondo il Garante Antitrust, la necessita' di "altriinterventi, soprattutto educativi e informativi per diffonderenon solo una piu' ampia culturale della legalita', ma laconoscenza dei danni che un illusorio risparmio nel brevetermine puo' determinare sulle condizioni economiche dellacollettivita' nel lungo termine". "La contraffazione - haspiegato il presidente dell'Agcm - e' una prassi commercialeche colpisce al cuore il corretto funzionamento del mercato.Deprime gli incentivi ai miglioramenti, disorienta iconsumatori, impedisce alla concorrenza di produrre i suoibenefici". Negli ultimi due anni, con il supporto della Guardiadi Finanza l'Autorita' ha cercato di reagire a una "lacuna" ditutela per tutti quei consumatori che hanno il diritto di fareacquisti sicuri e consapevoli, svolgendo un ruolo direpressione attraverso lo strumento sanzionatorio e quindianche una funzione di deterrenza. Su segnalazione di diverseassociazioni dei consumatori, l'Autorita' garante dellaconcorrenza e del mercato prima ha oscurato 20 siti online checommercializzavano prodotti con vari marchi, apparentementeoriginali, e facevano capo a una persona fisica residente inCina. Poi ha avviato due procedimenti nei confronti di altri 33siti che vendevano scarpe contraffatte, anche questi risalentiad altri operatori cinesi: in alcuni magazzini all'ingrosso eopifici della Toscana, del Lazio, della Lombardia e dellaPuglia, sono state sequestrate 1 milione e 700mila calzature,per un valore di oltre 20 milioni di euro, che contenevano unasostanza cancerogena (il cromo esavalente) in percentualiallarmanti. Nel 2012, inoltre, l'Antitrust era intervenuta neiconfronti di due siti che offrivano online farmaci senzaricetta medica, per i quali invece e' richiesta laprescrizione. In complesso, nel corso del 2013, l'Autorita' haproceduto a oscurare 165 siti relativi a prodotti di marca,riconducibili a persone residenti in Cina o in Malesia.L'attivita' di contrasto e' continuata poi nel 2014, conl'avvio e la chiusura di altri 3 procedimenti che hanno portatoall'oscuramento di 50 siti. Quanto all'entita' del fenomeno,nel corso dell'audizione parlamentare il presidentedell'Antitrust ha ricordato che, secondo lo studio del Censissvolto per conto del Ministero dello Sviluppo economico, nel2012 il volume d'affari dei prodotti contraffatti in Italia e'stato pari a 6,5 miliardi di fatturato. Il fenomeno haprovocato una diminuzione dei posti di lavoro che viene stimataintorno alle 100mila unita', con un minor gettito fiscale dicirca 1,6 miliardi per le imposte dirette e 3,6 miliardi perquelle indirette. A livello europeo, infine, nel 2012 sonostati fermati alle dogane 40 milioni di prodotti per un valoredi circa 1 miliardo di euro. (AGI).