Cosa non torna nella versione dell'oste che ha ucciso il ladro rumeno

La versione di Mario Cattaneo, l'oste di Lodi che ha ucciso un giovane rumeno che stava rubando nel suo ristorante, non convince del tutto gli inquirenti

Cosa non torna nella versione dell'oste che ha ucciso il ladro rumeno
Mario Cattaneo 

Proseguono a Lodi le indagini sull'uccisione del giovane rumeno ucciso dal titolare dell'osteria 'Dei Amis' di Casaletto Lodigiano dopo che insieme ad alcuni complici aveva compiuto un furto. Gli inquirenti stanno verificando la versione dello sparatore, Mario Cattaneo, che ribadisce che il colpo fatale è partito dal suo fucile da caccia a causa della colluttazione e che non sapeva di aver colpito alla schiena il ladro in fuga. Una versione però che non sembra convincere ancora appieno gli inquirenti.

A dare qualche elemento in più al procuratore capo di Lodi, Domenico Chiaro, potrebbe essere l'autopsia, eseguita oggi all'Istituto di medicina legale di Pavia. L'esame dovrebbe chiarire infatti quale è stata la traiettoria dei pallini esplosi dal fucile e da che distanza.

Da verificare inoltre anche la dichiarazione di un teste che sostiene di aver sentito due colpi mentre tutti, fino ad oggi, avevano parlato di un solo colpo esploso.

Circostanza difficile da verificare con l'esame dell'arma che, dopo il fatto, è stata riposta, scarica, da Cattaneo in un armadio e consegnata ai carabinieri solo ore dopo i fatti. Ad invitare alla cautela nel parlare con sicurezza di legittima difesa, è lo stesso procuratore che sottolinea come sia stato proprio Cattaneo ad 'andare incontrò ai ladri. I malviventi infatti avevano bloccato la porta con delle suppellettili e l'avevano fermata con una corda. 'Sbarramentì abbattuti dall'oste con un calcio prima di andare verso i ladri in fuga. 

Le indagini per identificare i complici del ladro

Ma le indagini proseguono anche per arrivare a identificare i complici della vittima, Petre Ungureanu di 32 anni. Gli investigatori stanno visionando le immagini di numerose telecamere di sorveglianza della zona ma anche in un'area più vasta anche nella provincia di Pavia per capire dove possano essere fuggiti e con che mezzo. Gli stessi complici che probabilmente hanno avvisato telefonicamente della morte del ladro il fratello di questi, che vive in Svizzera e che oggi è andato a Pavia in occasione dell'autopsia.

"Io e la mia famiglia - ha detto alle telecamere Rai - perdoniamo Mario Cattaneo davanti a Dio: non vogliamo vendetta ma solo giustizia". Vicotr Ungureanu aveva sentito, sempre al telefono, Petre un paio di giorni prima del fatto. 

Con le indagini proseguono intanto le prese di posizione, da parte del centrodestra in particolare, a favore del ristoratore indagato per omicidio volontario. Ieri ha ricevuto le visite di esponenti di Fratelli d'Italia e della Lega. Lega che oggi ha anche avviato una raccolta di fondi 'Io sto con Mariò a partire da alcuni bar e sezioni della zona, per sostenere anche economicamente l'assistenza legale dell'uomo.