Romeo rifiuta di rispondere. I legali "Mai conosciuto Tiziano Renzi, mai dato soldi"

L'imprenditore è in carcere con l'accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta Consip

Romeo rifiuta di rispondere. I legali "Mai conosciuto Tiziano Renzi, mai dato soldi"
Alfredo Romeo (Imagoeconomica) 

Alfredo Romeo è in carcere dal 1 marzo e oggi, dopo quasi una settimana, è stato interrogato nell'ambito dell'inchiesta Consip a Regina Coeli dal Gip Gaspare Sturzo e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Bocca chiusa dunque durante l'interrogatorio di garanzia. Oltre al Gip erano presenti - racconta Repubblica.it - il pm Mario Palazzi e il procuratore aggiunto Paolo Ielo, titolari dell'inchiesta romana.

Gli avvocati difensori di Romeo, Francesco Carotenuto, Giovanni Battista Vignola e Alfredo Sorge hanno dichiarato - in base a quanto riporta Corriere.it - : "Il nostro assistito afferma di non aver mai dato soldi a nessuno e di non avere mai incontrato Tiziano Renzi o gente legata all’entourage dell’ ex presidente del Consiglio".

Come è nata l'inchiesta Consip e chi sono i protagonisti

Alfredo Romeo è detenuto con l'accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta Consip. Le accuse risalgono a fatti avvenuti a partire dal 2012, e poi, in maniera più sistematica, dal 2014 fino al novembre 2016. Ad essere corrotto sarebbe stato Marco Gasparri, il dirigente della Consip (la società per azioni del ministero dell'Economia incaricata dell'acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche) retribuito per un totale di 100mila euro.

I protagonisti

  • Alfedo Romeo, imprenditore. Indagato per corruzione
  • Marco Gasparri, dirigente della Consip. Indagato per corruzione
  • Luca Lotti, ministro dello Sport. Indagato per rivelazione di segreto d'ufficio
  • Tullio Del Sette, comandante generale dei Carabinieri. Indagato per rivelazione di segreto d'ufficio
  • Italo Bocchino, ex parlamentare Pdl e consulente di Romeo. Indagato per traffico di nfluenze
  • Tiziano Renzi, imprenditore, padre dell'ex premier Matteo. Indagato per traffico di influenze
  • Carlo Russo, imprenditore farmaceutico. Indagato per traffico di influenze
  • Emanuele Saltalamacchia, comandante della legione Toscana dei Carabinieri. Indagato per rivelazione di segreto d'ufficio

L'arresto di Romeo è l'ultimo sviluppo di quella parte di indagine, nata a Napoli e trasferita nella Capitale per competenza, dove risultano indagati per traffico di influenze illecite l'ex parlamentare Italo Bocchino, assieme a Tiziano Renzi, papà dell'ex premier, e all'imprenditore del settore farmaceutico Carlo Russo e per rivelazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento Luca Lotti, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e ora ministro dello Sport, il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, e il comandante della legione Toscana dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia.

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Che cosa è la Consip

E' una società per azioni del Ministero dell'Economia che ne è l'azionista unico e ne decide gli indirizzi strategici, lavorando al servizio esclusivo della Pubblica Amministrazione. Nata nel 1997 svolge attività di consulenza, assistenza e supporto nell'ambito degli acquisti di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche. Una 'centrale di committenza' che realizza il programma di razionalizzazione degli acquisti, supporta le singole amministrazioni su tutti gli aspetti del processo di approvvigionamento.

Secondo quanto ricostruito dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Mario Palazzi, sulla base delle intercettazioni telefoniche e ambientali, dei documenti sequestrati, dei 'pizzini' che il titolare della Romeo Gestioni spa usava per comunicare con Gasparri sapendo già di essere oggetto di una indagine e della confessione resa mesi fa agli inquirenti dallo stesso dirigente Consip, l'imprenditore campano puntava ad aggiudicarsi almeno un lotto da 143 milioni di euro (dei 18 messi in gara) per l'affidamento di servizi in una serie di palazzi istituzionali della Capitale.

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Pur di vincere quell'appalto e riscattarsi dalle sonore batoste maturate anni prima in Consip, Romeo era disposto a tutto: dal pagamento di tangenti da destinare a un soggetto interno alla Consip che fosse a sua disposizione (il 'prototipatore' Gasparri, abile nel confezionare bandi 'ad hoc' per favorire un'impresa piuttosto che un'altra) alla ricerca di appoggi all'interno della cosiddetta 'alta politica', contando principalmente sulle conoscenze acquisite da Bocchino (consulente 'facilitatore' di Romeo). Il tutto - rileva il gip Gaspare Sturzo nella sua ordinanza di custodia cautelare - "al solo scopo di indurre i vertici della Consip ad assecondare le mire dell'illecita concorrenza degli imprenditori piu' avvezzi a tali sistemi".