Coltivatori riso contro import Asia, chiude un'azienda su cinque

(AGI) - Milano, 11 lug. - Coltivatori di riso in piazza questamattina a Milano per protestare contro le importazioni a bassocosto provenienti dall'Asia. Gli agricoltori, provenienti datutta la Lombardia, hanno occupato via Melchiorre Gioia, neltratto adiacente Piazza Citta' di Lombardia, sede dellaRegione, per segnalare il pericolo corso dal riso 'made inItaly' a fronte, afferma una nota, 'delle speculazionisull'import a basso costo dai Paesi asiatici e in particolarmodo dal prodotto a dazio zero proveniente dalla Cambogia'. Portano in braccio cartelli con diversi slogan tra cui 'Si'alla clausola di salvaguardia, riso italiano =

(AGI) - Milano, 11 lug. - Coltivatori di riso in piazza questamattina a Milano per protestare contro le importazioni a bassocosto provenienti dall'Asia. Gli agricoltori, provenienti datutta la Lombardia, hanno occupato via Melchiorre Gioia, neltratto adiacente Piazza Citta' di Lombardia, sede dellaRegione, per segnalare il pericolo corso dal riso 'made inItaly' a fronte, afferma una nota, 'delle speculazionisull'import a basso costo dai Paesi asiatici e in particolarmodo dal prodotto a dazio zero proveniente dalla Cambogia'. Portano in braccio cartelli con diversi slogan tra cui 'Si'alla clausola di salvaguardia, riso italiano = qualita'' .Accanto a loro anche un gruppo di mondine che distribuiranno aiconsumatori un sacchetto di riso del territorio, mentre verra'servito anche una degustazione di risotto alla milanese.Coldiretti, chiusa una azienda di riso su 5 Dall'inizio dellacrisi ha chiuso quasi una azienda di riso su 5: nel 2014 lasituazione sta precipitando con la perdita di posti di lavoro epericoli per la sicurezza alimentare dei consumatori a causadell'invasione di riso proveniente dall'Asia. E' l'allarmelanciato con un blitz da migliaia di agricoltori e mondine, conle loro famiglie, nelle piazze delle citta' nei territori diproduzione, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all'Emiliafino in Sardegna. Campi di riso "trasferiti" in citta', mondinein barca sul Canal Grande, piatti tipici serviti sul posto,distribuzione di sacchetti di riso, ma anche presentazione alleistituzioni del 'Dossier Coldiretti' per denunciare il rischiodi estinzione di una coltivazione "importante per la salute, ilterritorio e l'occupazione". L'Italia e' ancora il primo produttore europeo di riso suun territorio di 216mila ettari con un ruolo ambientaleinsostituibile e opportunita' di lavoro nell'intera filiera peroltre 10mila famiglie tra dipendenti ed imprenditori, secondoil Dossier. La situazione e' ora drammatica per le speculazionisull'import dai Paesi asiatici che stanno schiacciando iproduttori piegati da costi che hanno abbondantemente superatoi ricavi per la varieta' Indica. Le importazioni agevolate adazio zero dalla Cambogia e dalla Birmania hanno fatto segnareun aumento del 754%nei primi tre mesi del 2014 rispetto alloscorso anno e a rischio c'e' anche la salute dei consumatoricon il sistema di allerta rapido Europeo che ha effettuatoquasi una notifica a settimana per riso e prodotti derivati diprovenienza asiatica per la presenza di pesticidi nonautorizzati e assenza di certificazioni sanitarie, nel primosemestre dell'anno. La protesta si sposta a Roma dove i produttori di risodella Coldiretti incontreranno nella mattina di martedi' 15luglio il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martinaper affrontare "il piu' grave momento di difficolta' per ilsettore dall'inizio della crisi". Per la Coldiretti, "losfruttamento in Asia dove si coltiva riso senza adeguate tuteledel lavoro e con l'utilizzo di prodotti chimici vietati dadecenni nelle campagne italiane ed europee ha aperto le portealle speculazioni in Europa, dove il riso Indica lavoratocambogiano arriva ad un prezzo riferito al grezzo inferiore ai200 euro a tonnellata, pari a circa la meta' di quanto costaprodurlo in Italia nel rispetto delle norme sulla salute, sullasicurezza alimentare e ambientale e dei diritti sociali deilavoratori con rischi anche per i consumatori perche' laproduzione straniera viene 'spacciata' come nazionale". .