Censis: nel 2014 sbarcati 147mila migranti, uno su 5 e' minore

(AGI) - Roma, 5 dic. - Dal primo gennaio a meta' ottobre sullecoste italiane sono stati gestiti 918 sbarchi, nel corso deiquali sono arrivati 146.922 migranti, per l'11% donne e per il21,2% minori. Sono alcuni dei dati contenuti nel 48esimoRapporto annuale del Censis che, per l'ultimo anno, parla diuna "emergenza senza precedenti" e di "numeri che destanoallarme: nel 2011, anno record per gli effetti delle 'primaverearabe', gli arrivi erano stati 63mila, 13mila nel 2012 e 43milain tutto il 2013". I dati di Frontex indicano una prevalenza dieritrei e siriani tra coloro

(AGI) - Roma, 5 dic. - Dal primo gennaio a meta' ottobre sullecoste italiane sono stati gestiti 918 sbarchi, nel corso deiquali sono arrivati 146.922 migranti, per l'11% donne e per il21,2% minori. Sono alcuni dei dati contenuti nel 48esimoRapporto annuale del Censis che, per l'ultimo anno, parla diuna "emergenza senza precedenti" e di "numeri che destanoallarme: nel 2011, anno record per gli effetti delle 'primaverearabe', gli arrivi erano stati 63mila, 13mila nel 2012 e 43milain tutto il 2013". I dati di Frontex indicano una prevalenza dieritrei e siriani tra coloro che hanno attraversato ilMediterraneo nei primi otto mesi del 2014; seguono i cittadinidi Mali, Nigeria, Gambia e Somalia. L'Organizzazioneinternazionale per le migrazioni stima che siano stati oltre3mila i morti nel Mediterraneo tra gennaio e settembre 2014, e22.400 quelli che complessivamente hanno perso la vita dal 2000ad oggi (quasi dieci volte il numero delle vittime degliattentati alle Torri Gemelle). Una tragica media di 1.500 mortiogni anno, che diventano oltre 3mila nei soli primi nove mesidel 2014. Numeri che, secondo il Censis, "mettono a dura prova ancheil sistema di accoglienza di chi riesce a giungere a terra".Complessivamente, al 30 settembre le strutture di diversanatura presenti sul territorio nazionale ospitavano 61.536migranti, collocati per piu' della meta' in soluzionialloggiative temporanee (il 52,8%, con un maggiore presenza inSicilia, Lombardia e Campania), per un ulteriore 30% nellestrutture facenti capo allo Sprar (soprattutto nel Lazio, inSicilia e in Puglia) e per il 17% circa nei centri governativi(i maggiori si trovano in Sicilia, Puglia e Calabria). (AGI).