Censis: in Italia sempre meno figli, per 8 su 10 colpa della crisi

(AGI) - Roma, 5 dic. - In Italia si fanno sempre meno figli.Tra le cause della denatalita' pesano la crisi economica e lamancanza di un lavoro fisso. E' quanto emerge dal Rapportoannuale del Censis sulla situazione sociale del Paese.Interrogati sulle possibili cause della scarsa propensionedegli italiani ad avere figli, gli intervistati della recentericerca del Censis sulla fertilita' hanno sottolineato nellagrande maggioranza (85,3%) il peso della cause economiche, e inmisura piu' marcata al Sud (91,5%). Se l'83,3% degli italianie' convinto che la crisi economica abbia un impatto sullapropensione alla procreazione rendendo

(AGI) - Roma, 5 dic. - In Italia si fanno sempre meno figli.Tra le cause della denatalita' pesano la crisi economica e lamancanza di un lavoro fisso. E' quanto emerge dal Rapportoannuale del Censis sulla situazione sociale del Paese.Interrogati sulle possibili cause della scarsa propensionedegli italiani ad avere figli, gli intervistati della recentericerca del Censis sulla fertilita' hanno sottolineato nellagrande maggioranza (85,3%) il peso della cause economiche, e inmisura piu' marcata al Sud (91,5%). Se l'83,3% degli italianie' convinto che la crisi economica abbia un impatto sullapropensione alla procreazione rendendo la scelta di avere unfiglio piu' difficile da prendere anche per chi lo vorrebbe,questa quota raggiunge il 90,6% proprio tra i giovani fino a 34anni, che sono contemporaneamente coloro che piu' subisconol'impatto della crisi e nello stesso tempo dovrebbero essere iprotagonisti delle scelte di procreazione. La denatalita'quindi e' un dato ormai strutturale del nostro Paese, chepresenta uno dei tassi di natalita' piu' bassi a livelloeuropeo (8,5 bambini nati per 1.000 abitanti). Nel 2013 si e'raggiunto il minimo storico dei nati (514.308) dopo il massimorelativo di 576.659 del 2008: una riduzione di circa 62.000nati. C'e' da valutare un primo elemento strutturale legato allariduzione del numero di donne in eta' fertile lungo tutto ilterritorio nazionale, sia italiane che straniere. A oggi ledonne fertili dai 15 ai 30 anni sono circa 4,9 milioni, pocopiu' della meta' delle circa 8.660.000 che hanno dai 31 ai 49anni. Inoltre, questo numero progressivamente sempre minore didonne fertili tende a fare figli sempre piu' tardi (l'eta'media al parto di 31,4 anni e' tra le piu' alte in Europa),riducendo cosi' nei fatti la fertilita' e la possibilita' diavere figli, soprattutto oltre il primo e il secondo. Sempredalla recente indagine Censis sulla fertilita', emerge che peril 46% degli italiani una donna che vuole avere figli dovrebbecominciare a preoccuparsi di non averne non prima dei 35 anni,come segnale ulteriore di un modello sociale segnato dallatendenza a procrastinare tutti i momenti di passaggio alla vitaadulta. Al Sud si registra una natalita' piu' bassa di quelladel Nord e del Centro. Si tratta di un'area che gode menodell'effetto compensatorio della fecondita' delle straniere e aquesto aspetto vanno associati fattori strutturali legati alquadro d'incertezza occupazionale ed economica checontribuiscono a una profonda revisione anche dei modelliculturali relativi alla procreazione. Gli indicatori diprecarieta' della condizione lavorativa, come la quota dioccupati a tempo determinato e collaboratori da almeno cinqueanni cosi' come quella dei dipendenti con bassa paga,evidenziano in modo netto la condizione piu' problematica deiresidenti al Sud. Inoltre, il tasso di disoccupazione per i25-34enni del Mezzogiorno sfiora il 30% e quello femminiletotale il 21,5% contro il 9,5% del Nord. (AGI).