Censis: 41, 7% famiglie rinuncia a cure Liste attesa troppo lunghe

(AGI) - Roma, 20 ott. - A causa delle lunghe liste di attesanella sanita' pubblica e dei costi proibitivi della sanita'privata, nel 41,7% delle famiglie almeno una persona in un annoha dovuto rinunciare a una prestazione sanitaria. E' quantoemerge dall'indagine "Bilancio di sostenibilita' del welfareitaliano" del Censis e dalle ricerche delle associazioni deiconsumatori realizzate per il Forum Ania-Consumatori. Inoltre gli italiani pagano "di tasca propria" il 18% dellaloro spesa sanitaria totale, vale a dire oltre 500 europro-capite l'anno. La percentuale della spesa individuale deisingoli cittadini si attesta in Francia al 7%

(AGI) - Roma, 20 ott. - A causa delle lunghe liste di attesanella sanita' pubblica e dei costi proibitivi della sanita'privata, nel 41,7% delle famiglie almeno una persona in un annoha dovuto rinunciare a una prestazione sanitaria. E' quantoemerge dall'indagine "Bilancio di sostenibilita' del welfareitaliano" del Censis e dalle ricerche delle associazioni deiconsumatori realizzate per il Forum Ania-Consumatori. Inoltre gli italiani pagano "di tasca propria" il 18% dellaloro spesa sanitaria totale, vale a dire oltre 500 europro-capite l'anno. La percentuale della spesa individuale deisingoli cittadini si attesta in Francia al 7% e in Inghilterraal 9%. Infine, in Italia ci sono 3 milioni di cittadini nonautosufficienti che necessitano di assistenza, oltre 1,3milioni le "badanti", con una spesa per le famiglie di circa 10miliardi l'anno. Assicuratori e consumatori hanno realizzato otto proposteper un sistema di welfare piu' efficiente ed equo.Innanzitutto, occorre fornire a ogni cittadino un'informazionetrasparente, semplice e completa sulla situazione pensionisticae sulle prestazioni attese. Altro punto la lotta al fenomenodelle liste d'attesa. Ineludibile anche il problema della nonautosufficienza in tarda eta': il 78% degli italiani e'favorevole a un'assicurazione contro la non autosufficienza.Tra le proposte viene sottolineata sia l'importanza di unquadro di regole chiare e uniformi per le forme sanitarieintegrative, sia la necessita' di incentivare lo sviluppo disistemi mutualistici. Da ultimo, un sistema equo e sostenibilenon puo' prescindere da una politica fiscale che sia realmente"prowelfare" e che nel medio-lungo periodo sia positiva per iconti pubblici. (AGI)