Cassazione: fascismo ancora un pericolo, vietare saluto romano

(AGI) - Roma - Non e' affatto "inattuale"l'incriminazione delle manifestazioni tipiche del partitofascista, quale il saluto romano, prevista dalla Costituzione.
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Cassazione: fascismo ancora un pericolo, vietare saluto romano
(AGI) - Roma, 13 set. - Non e' affatto "inattuale"l'incriminazione delle manifestazioni tipiche del partitofascista, quale il saluto romano, prevista dalla Costituzione.Lo ha sancito la prima sezione penale della Cassazione,confermando la condanna di due giovani che, durante un incontropubblico a Bolzano nel 2009 organizzato da Casapound in memoriadelle vittime delle foibe, avevano urlato in coro "presente" efatto il saluto romano. "Nulla autorizza a ritenere - scrive laSuprema Corte - che il decorso di ormai molti anni dall'entratain vigore della Costituzione renda scarsamente attuale ilrischio di ricostituzione di organismi politico-ideologiciaventi comune patrimonio ideale con il disciolto partitofascista o altre formazioni politiche analoghe". Secondo gli'alti giudici', "l'esigenza di tutela delle istituzionidemocratiche non risulta infatti erosa dal decorso del tempo efrequenti risultano gli episodi ove sono riconoscibilirigurgiti di intolleranza ai valori dialettici della democraziae al rispetto dei diritti delle minoranze etniche o religiose"e dunque "va escluso che la liberta' di manifestazione delpensiero possa andare esente da limitazioni li' dove lacondotta tenuta risulti violatrice di altri interessicostituzionalmente protetti". Quanto al saluto romano, i giudici di 'Palazzaccio'osservano che "non e' la manifestazione esteriore in quantotale ad essere oggetto di incriminazione", ma piuttosto "il suovenire in essere in condizioni di 'pubblicita'' tali darappresentare un concreto tentativo di raccogliere adesioni adun progetto di ricostituzione". Il fatto che gli altripartecipanti alla manifestazione condividessero, come espostonei ricorsi degli imputati, "l'ideologia fascista ed il ricorsoagli atti simbolici nulla toglie alla pericolosita' concretadella condotta, anzi ne rappresenta una conferma - conclude laCassazione - trattandosi di comportamento idoneo a rafforzareuna volonta' di riorganizzazione tra piu' soggetti, ne' rilevail mancato compimento, durante la manifestazione, di atti diviolenza che avrebbero dato luogo ad incriminazioni diverse edulteriori". Per i due imputati, giudicati con rito abbreviato,la condanna e' ora definitiva: due mesi di reclusione e 300euro di multa per il primo, il quale aveva precedenti penali, e20 giorni di reclusione e 140 euro di multa (pena sostituitacon una multa di 760 euro), per il secondo, al quale sono stateconcesse le attenuanti generiche. (AGI).