Casa: occupazione immobili, chiesto processo per 22 persone

(AGI) - Roma - Ventidue persone rischiano il rinvio agiudizio a conclusione di un'indagine del pm Luca Tescarolisulle occupazioni abusive di  [...]

(AGI) - Roma, 16 apr. - Ventidue persone rischiano il rinvio agiudizio a conclusione di un'indagine del pm Luca Tescarolisulle occupazioni abusive di immobili a Roma attribuite al'Comitato Popolare di Lotta per la Casa'. Quattordici di loro,a cominciare dalla 56enne Maria Giuseppa Vitale, detta Pina,sono accusate di associazione per delinquere per "averpianificato e attuato", dal 2011 al 2014, l'invasione dell'exscuola 'Amerigo Vespucci', dell'ex sede distaccatadall'Istituto tecnico Hertz, dell'ex clinica San Giorgio, dellaBasilica di Santa Maria Maggiore, dell'immobile a Caracalla cheospita il centro sociale 'Angelo Mai' (al cui interno c'eraun'osteria gestita direttamente dalla Vitale), dell'exsuccursale dell'istituto alberghiero in via di Tor Carbone e dialtre due strutture a Dragoncello. La richiesta di processosara' esaminata dal gup Anna Maria Fattori il 4 novembreprossimo. Ai quattordici imputati il pm contesta anche il furtodi risorse energetiche (luce, acqua e gas), oltre ai reati diestorsione, violenza privata, ingiuria e minaccia "al fine direalizzare profitti illeciti, anche di natura patrimoniale".Stando al capo di imputazione, la Vitale "promuoveva,costituiva e organizzava l'associazione, rivestendo il ruolo dicapo, gestiva gli immobili occupati per produrre reddito,perseguendo anche l'obiettivo di arricchimento personale,trattenendo per se', in tutto o in parte, i denari versatidagli occupanti, formalmente destinati ad alimentare ilcosiddetto 'fondo cassa'". Secondo il pm Tescaroli, la Vitale"manteneva e promuoveva i contatti con rappresentanti delleistituzioni locali, per il raggiungimento degli scopi delsodalizio, individuava gli stabili da occupare, pianificava lenecessarie attivita' preliminari di sopralluogo, partecipava atutte le invasioni di edifici, assumendo il ruolo di leader erivendicando, poi, il ruolo di 'proprietaria' degli stabiliacquisiti, collocava al loro interno le famiglie in precariecondizioni economiche, estrapolate da una lista di iscritti,per costringere poi i componenti delle stesse a corrisponderedenaro e prestazioni lavorative variegate (la ristrutturazionedello stabile occupato, la costruzione di una piscina, a usoquasi esclusivo dei componenti del direttivo del comitato, o lepulizie presso altri edifici) con minacce, violenze e soprusi,allontanando chi non ottemperava alle imposizioni e facendoanche leva sui legami con esponenti delle istituzioni, peracuire la forza delle intimidazioni esercitate". Il tutto - e'il convincimento della procura - "con l'ausilio di sodaliinseriti nel Comitato direttivo" e cioe' gli imputati SerenaMalta, Silvia Paoluzzi, Giulio Zabeo, Samira Harsan, SoumyaLofti, e il consigliere del V Municipio di Roma FabrizioDonati. (AGI)



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