Uccide un barista per rubare l'incasso. Caccia all'uomo nel Bolognese

Ricercato un ex militare russo che aveva già compiuto rapine in passato.

Uccide un barista per rubare l'incasso. Caccia all'uomo nel Bolognese
 carabinieri auto di notte - fb

Un delitto compiuto senza pietà, una morte inutile, al culmine di una rapina che non ha fruttato al bandito nemmeno un euro, ma è costata la vita a un barista di Budrio, nel Bolognese. Erano da poco passate le 21,30 - ricostruisce il Resto del Carlino -quando Davide Fabbri, 45 anni, si è ritrovato faccia a faccia con il suo assassino armato di pistola e fucile da caccia, e con il volto coperto da un passamontagna.

Secondo gli inquirenti, scrive ancora il quotidiano emiliano, l'assassino potrebbe essere un ex militare russo di quarantun anni già noto alle forze dell'ordine. L'uomo era stato arrestato nel 2007 per aver rapinato degli agricoltori armato di arco e frecce. Poi era stato scarcerato nel 2015 e avrebbe ripreso l'attività di rapinatore. L'ex militare avrebbe fatto parte della banda che nel settembre 2015 aveva rapito e ucciso il pensionato Pier Luigi Tartari.

Il barista ha tentato di reagire, ma nel tentativo di strappare il fucile dalle mani del rapinatore sono partiti diversi colpi. Due clienti che si trovavano all’interno del locale sono rimasti feriti, anche se in modo non grave, Poi la colluttazione si è spostata nel retrobottega dove, fuori dal raggio delle telecamere di videosorveglianza, il bandito ha sparato con la pistola alla testa di Fabbri e lo ha ucciso. 

Il racconto della moglie: "Uno sguardo spietato"

Il bandito, prima di darsi alla fuga, ha minacciato di sparare anche alla donna, poi si è allontanato a piedi, senza portare via nulla. "Non dimenticherò mai quegli occhi. Non ho visto un barlume di pietà per nessuno di noi" ha detto Maria, la moglie della vittima "Solo follia e una rabbia che non saprei descrivere. Ha sparato a mio marito e dopo ha puntato la pistola contro di me - Non è giusto che la vita di Davide sia finita in questo modo. Non ha senso che un uomo buono, che non ha mai fatto del male a nessuno, venga ucciso nel suo bar. Non so cosa credesse di poter trovare nella cassa. Aveva sia un fucile che una pistola, come se dovesse assaltare una banca. Devono trovarlo e fargli pagare quello che ha fatto».

Solo follia e una rabbia che non saprei descrivere

Il bandito "aveva un accento straniero. Non aveva paura di nulla. Era basso e grosso allo stesso tempo", ha aggiunto la donna. I carabinieri, insieme ai Ris giunti da Parma, stanno setacciando la zona palmo a palmo. Sono state organizzate delle battute a piedi nella campagna tra la Pieve di Budrio e la frazione di Bagnarola.

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La pistola forse rubata a un vigilante

Secondo gli inquirenti, riporta ancora il quotidiano emiliano, la pistola usata per uccidere potrebbe essere quella strappata nella notte tra il 29 e il 30 marzo scorsi a una guardia giurata a Consandolo, nel Ferrarese. L'uomo si era recato in auto in una piadineria per un controllo e la sua Fiat Panda era stata raggiunta da colpi di fucile. Uno sconosciuto lo aveva quindi costretto a uscire dal mezzo e sdraiarsi a terra, per poi sottrargli la pistola d'ordinanza, una Smith & Wesson Argenta, la stessa arma, secondo un testimone, utilizzata per la tragica rapina nel bar di Budrio.

Il sindaco: "No alle strumentalizzazioni"

"Sono un po sconcertato qui è appena morta una persona - afferma il sindaco di Budrio, Giulio Pierini, intervistato da Radio Popolare - c'è una comunità vasta di questo territorio, di questa pianura tranquilla in cui si vive bene, in cui la qualità della vita è alta in cui i reati sono reati contro il patrimonio e sono calati. Appropriarsi di un fatto del genere squisitamente per obiettivi politici, di voti e di consenso, non centra il problema. Il problema è quello che tanti cittadini mi hanno segnalato oggi: non è semplicemente quello della autodifesa o della legittima difesa".

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"Il problema è che quando persone compiono reati vanno punite. Troppo spesso per reati apparentemente piccoli, ma che piccoli non sono, i colpevoli rimangono dentro poche ore, pochi giorni. Su questo la politica deve intervenire, ma nel merito, non cavalcando le vicende, non strumentalizzandole a fini politici ed elettorali ma entrando nel merito di una nuova procedura penale che consenta davvero a chi lavora sul territorio, a partire dalle forze dell'ordine, di trattenere le persone, di dare anche il senso che ci sono delle pene e che non è possibile che tutto passi così, come acqua fresca".