Blitz a Corleone, affari politica e regola 3% all'ombra di Riina

(AGI) - Palermo, 23 set. - La mafia come si e' sempre vista.Regole, appalti e rapporti con la politica. E poi, pizzo,intimidazioni e il clima di paura che ha serrato le bocche deicommercianti taglieggiati. Sopra a tutto l'ombra e il 'mito' diToto' Riina, che dal 41 bis continua a incutere soggezione e aessere quasi una sorta di fonte di ispirazione per levecchie/nuove leve. Accade del resto in quella che e' stata lacapitale di mafiopoli, Corleone e i suoi dintorni, dove e'scattato il blitz dei carabinieri che ha prodotto 5 fermi,azzerato i

(AGI) - Palermo, 23 set. - La mafia come si e' sempre vista.Regole, appalti e rapporti con la politica. E poi, pizzo,intimidazioni e il clima di paura che ha serrato le bocche deicommercianti taglieggiati. Sopra a tutto l'ombra e il 'mito' diToto' Riina, che dal 41 bis continua a incutere soggezione e aessere quasi una sorta di fonte di ispirazione per levecchie/nuove leve. Accade del resto in quella che e' stata lacapitale di mafiopoli, Corleone e i suoi dintorni, dove e'scattato il blitz dei carabinieri che ha prodotto 5 fermi,azzerato i vertici, disegnato gli assetti che si eranoconsolidati e fatto emergere contatti con esponenti politici,locali e regionali. Spiegano gli inquirenti che l'associazioneha continuato a mantenere saldamente in mano il dominio sulterritorio, attraverso la pressante azione estorsiva neiconfronti di imprenditori e il controllo degli appaltipubblici. Un classico la tassa da pagare al clan del 3% sull'importocomplessivo del lavoro da eseguire. In altri casi, gliassociati, oltre a richiedere il pagamento della somma didenaro, hanno imposto agli imprenditori anche l'utilizzo dimanodopera e l'acquisto di materie prime presso le aziendeindicate. Per convincere le imprese venivano applicati anchequi le tecniche tradizionali: avvertimenti, roghi, bottiglieincendiarie, furti e danneggiamenti all'interno dei cantieri. Un fedelissimo di Toto' Riina, tra i fermatinell'operazione "Grande passo" e' Antonino Di Marco, 58 anni,capace di tessere la sua rete tra vicende elettorali, pizzo eopere pubbliche, a Corleone come a Palazzo Adriano il cuicapomafia, Paolo Masaracchia, risulta tra gli arrestati.Dipendente comunale, custode insospettabile del campo sportivodove si decidevano strategie della 'famiglia', Di Marco,fratello dell'autista di Ninetta Bagarella, moglie di Riina,aveva un'autorita' riconosciuta, alimentati dai contatti conalcuni congiunti del capo dei capi. Il blitz ha permesso diricostruire l'intero assetto della famiglia mafiosa di PalazzoAdriano e il suo completo inserimento all'interno delmandamento mafioso di Corleone. Comune era la cassa, gestitadirettamente dal capomafia e utilizzata per finanziare lediverse azioni criminali, nonche' le piccole spese degliaffiliati. Anche questo, un classico. (AGI).