Bimbo muore per un'otite. Il nonno: "Denunceremo l'omeopata"

Dichiarata la morte cerebrale per il bambino di 7 anni ricoverato ad Ancona. I genitori non avevano voluto curarlo con gli antibiotici

Bimbo muore per un'otite. Il nonno: "Denunceremo l'omeopata"
 Foto: Facebook
 Ospedali riuniti di Ancona, Fondazione Salesi (Facebook)

È stata dichiarata la morte cerebrale del bambino di 7 anni ricoverato all'ospedale Salesi di Ancona per un'infezione provocata da un'otite che è stata curata con rimedi omeopatici, a causa della contrarietà dei genitori all'utilizzo di antibiotici. Genitori che si sottraggono alle domande dei giornalisti ("Andate via, vi sembra il momento? State approfittando del nostro dolore"), a differenza di uno dei nonni del piccolo, che ha annunciato al 'Corriere Adriatico' l'intenzione di denunciare Massimiliano Mecozzi, l'omeopata che aveva il bambino in cura da tre anni. Il medico, riporta ancora il quotidiano, non risponde al telefonino e il numero del sui studio in via del Cinema a Pesaro risulta non attivo.

Denuncerete l'omeopata? "Sì, senz'altro", ha risposto l'anziano al cronista, prima di allontanarsi in fretta con gli altri familiari, "non parliamo con nessuno, d'ora in poi parleremo solo attraverso i nostri avvocati". L'ospedale ha intanto trasmesso una segnalazione sul caso alla procura di Ancona e alla procura dei minori. 

Il calvario del bambino, dall'infezione al coma

Circa 15 giorni fa il piccolo si era ammalato di otite bilaterale e i genitori, convinti sostenitori delle medicine alternative, invece di rivolgersi alla pediatra di famiglia, la dottoressa Rosera Falasconi, avevano interpellato Mecozzi, che avrebbe visitato il piccolo in due occasioni, consigliando ai familiari una terapia a base di preparati omeopatici. Le condizioni del bambino peggiorarono però ulteriormente - racconta ancora il Corriere Adriatico - era sempre più debole, con la febbre che andava e veniva. Fino alla notte del 23 maggio, quando ha perso conoscenza: a quel punto il padre e la madre l'hanno portato nell'ospedale di Urbino, dove una Tac ha rivelato gravi danni al cervello. I sanitari hanno disposto il trasferimento nel nosocomio pediatrico Salesi, dove, alle 4 del mattino del 24 maggio, è stato tentato un intervento chirurgico per la rimozione dell'ascesso cerebrale. È cominciata anche una terapia antibiotica d'urto, ma le condizioni cliniche del bimbo non lasciavano più speranza. "Stato comatoso grave" le parole del bollettino medico diffuso ieri dal direttore sanitario degli Ospedali Riuniti Alfredo Cordoni. Oggi il bimbo è spirato.