Bbc, eritreo estradato non è boss traffico di migranti

L'uomo sarebbe rimasto vittima di uno scambio di persona. La Procura di Palermo sta facendo ulteriori accertamenti 

Bbc, eritreo estradato non è boss traffico di migranti
 eritreo estradato, boss migranti

Londra - L'eritreo materialmente estradato in Italia dal Sudan non sarebbe Mered Medhanie, il 35enne ritenuto uno dei piu' importanti capi delle organizzazioni criminali specializzate nel traffico di migranti. E' quanto sostiene la Bbc citando la testimonianza di amici del connazionale estradato che si chiamerebbe, Mered Tesfamarian, quasi omonimo del ricercato e sarebbe rimasto vittima di uno scambio di persona. La Bbc - che pubblica le due foto di Mered Medhanie, il trafficante di esseri umani, e accanto quella di Mered Tesfamarian, l'uomo che sarebbe stato effettivamente estradato in Italia - riferisce che la polizia italiana e' certa di aver preso l'uomo giusto e di non essere a conoscenza di indagini che possano mettere in dubbio l'identita' dell'uomo catturato. Un portavoce della National Crime Agency (la Fbi britannica), coinvolta nell'operazione, si e' limitata ad osservare: "Facciamo affidamento sui nostri partner, Questa e' stata una complessa operazione che ha coinvolto piu' polizie ed e' troppo presto per fare congetture su questa ipotesi" che si tratti dell'uomo sbagliato. 

Anche il Guardian riporta con piu' particolari la notizia del presunto scambio di persona, sostenendo però che sia la polizia italiana che quella britannica stanno cercando di accertare se abbiano o meno avuto dai colleghi sudanesi la persona sbagliata. 
Invece del 35enne signore del traffico di esseri umani Mered Medhanie, attivo in Libia, l'uomo arrestato dalla polizia sudanese in collaborazione con quella italiana e britannica ed estradato in Italia sarebbe il 27enne Mered Tesfamarian, un profugo eritreo arrestato lo scorso mese nelle strade di Khartoum, mai stato nel Paese nord-africano.

A svelare l'errore di identità della polizia sudanese un altro profugo eritreo, il 42enne Fshaye Tasfai chje vive in Sicilia ed è il cugino di Tesfamarian, con cui è cresciuto insieme ad Asmara. "E' il ragazzo sbagliato. E' incredibile. Non è un trafficante di esseri umani. Viveva nella casa di mio padre. Ha lasciato l'Eritrea nel 2014 ed è andato a Khartoum circa un anno fa. Viveva li co i miei fratelli e le mie sorelle. Non aveva un lavoro per cui gli mandavamo del denaro", ha dichiarato al Guardian Tasfai. Il cui racconto è avvalorato da uno dei compagni di stanza di Tesfamarian a Khartoum: "E' il mio migliore amico ed è innocente".
Il ragazzo racconta che il suo amico venne arrestato a fine maggio in una strada della capitale sudanese. La polizia poi lo ha riportato a casa per effettuare una perquisizione nella sua stanza. Quindi se lo sono portato via ed inesplicabilmente è apparso diversi giorni dopo a Roma. Il primo a lanciare l'allarme e' stato un giornalista svedese, Meron Estefanos, che vive in Eritrea: "Ho ricevuto circa 400 mail da gente che mi ha raccontato di essere cresciuto con questo ragazzo e che si tratta della persona sbagliata" rispetto al ricercato. 

La Procura di Palermo - Elementi investigativi e prove cercate e condivise. Per il resto, pero', solo no comment. Non vuole fare trapelare di più al momento la Procura di Palermo che continua a credere negli esiti dell'attività culminata con l'arrivo a Roma dell'eritreo ritenuto un boss della tratta. Avanti su questa rotta, dunque: i magistrati non credono alla scambio di persona, ipotesi avanzata dalla Bbc che cita la testimonianza di connazionali del 35enne estradato. Il "raid" con cui - attraverso la cooperazione tra polizie giudiziarie di vari Paesi tra cui la Gran Bretagna - si è arrivati ad ottenere una estradizione dal Sudan resta un "fatto unico, praticamente storico". Medhane "Mered" Yedhego viene ritenuto uno dei capi della rete transnazionale che gestisce il traffico di migranti dalla zona subshariana fino alla Libia e poi verso l'Europa, attraverso i viaggi della speranza sul Mediterraneo. L'uomo, giunto a Roma Ciampino a bordo di un aereo di Stato, è stato consegnato dalle autorità sudanesi che hanno fornito "collaborazione". E domani nella Capitale dovrebbe svolgersi l'interrogatorio di garanzia davanti al gip a cui parteciperanno anche i magistrati palermitani. Pm e investigatori lo "tallonavano" da metà 2014. Avevano individuato le sua utenze telefoniche e lo ascoltavano. Prima operava a Tripoli. Poi si e' spostato a Karthum. La geolocalizzazione e svariati riscontri sono il frutto anche di una proficua ed intensa condivisione di elementi e risultanze investigative raccolte dagli investigatori italiani e sviluppate dalla Nca (National Crime Agency) britannica che ha, di fatto, fornito la ragionevole certezza sul target. Le indagini - partite subito dopo la strage di Lampedusa del 2 ottobre 2013 - sono sfociate in due operazioni, Glauco e Glauco 2 - non si sono mai fermate e, come e' naturale, proseguono su svariati fronti. 

Questa mattina c'è stato un briefing alla Procura di Palermo tra i magistrati e i funzionari di Polizia. Negli uffici del Palazzo di giustizia sono stati rivisti atti e procedure: il soggetto consegnato non avrebbe avuto documenti di riconoscimento.  "Una vicenda singolare", commenta il procuratore Francesco Lo Voi, "stiamo svolgendo gli accertamenti, ma sottolineo nuovamente che la segnalazione del ricercato e il suo arresto, la consegna e l'estradizione ci sono stati comunicati in via ufficiale dal National Crime Agency inglese e dalle autorità sudanesi tramite l'Interpol". Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha riferito che "l'autorita' giudiziaria sta facendo tutte le verifiche del caso". E ha aggiunto da Lussemburgo, dove ha partecipato al Consiglio Ue, "attendiamo le risultanze. Si basano su istituti di garanzia che valgono tanto per i cittadini italiani quanto per quelli degli altri Paesi", ha precisato. Prima di sapere con certezza se l'eritreo estradato e' davvero il presunto boss della tratta di migranti, Mered Medhanie, o invece il suo quasi omonimo Mered Tesfamarian, "attendiamo i passaggi che si compiono in seguito a qualunque tipo di arresto per qualunque tipo di reato, sia per i cittadini italiani che per i cittadini di altri paesi", ha ribadito il ministro prima di lasciare il Granducato. (AGI)