Arrestato ultra' Genny 'a carogna, incitava alla violenza

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Arrestato ultra' Genny 'a carogna, incitava alla violenza
(AGI) - Roma, 22 set. - Leader incontrastato della tifoserianapoletana, capobranco di un gruppo che si muove secondo regoleparamilitari e che asseconda i suoi ordini, anarchico che nonriconosce l'autorita' della polizia, fomentatore di istintiprimordiali irrispettosi della comunita' civica, soggettocarismatico che sa usare un solo linguaggio, quello dellaviolenza, attraverso gesti e slogan che inneggiano ad ttiviolenti. Ecco il quadro che il gip Rosaria Monaco fa diGennaro De Tommaso, piu' conosciuto negli ambienti calcisticicome Genny 'a carogna, capo assoluto della tifoseriapartenopea, finito agli arresti domiciliari per resistenza apubblico ufficiale (contestata ad altri quattro supporter, cuie' stato imposto l'obbligo di firma in coincidenza con lepartite in casa e fuori del Napoli) e violazione delle normeche puniscono l'istigazione al lancio di oggetti all'internodello stadio e l'esibizione di magliette (nel caso specificouna con la scritta 'Speziale libero') che incitano allaviolenza. I fatti sono quelli del 3 maggio scorso quando CiroEsposito ed altri due ragazzi del Napoli vengono raggiunti daalcuni colpi di pistola a seguito di una rissa scoppiata inviale Tor di Quinto e innescata con tutta probabilita' dall'exultra' romanista Daniele De Santis, sorpreso a lanciare sassi efumogeni con quattro sodali, all'indirizzo di un bus di tifosipartenopei diretti verso lo stadio. Quando la notizia delferimento di Ciro (deceduto dopo 53 giorni di ospedale) fu dipubblico dominio, Genny la carogna, quel pomeriggio, secondo laricostruzione del giudice, decise di prendersi tutta la scenanell'impianto dell'Olimpico: a cavalcioni sulla balaustra dellacurva nord, per governare meglio gli umori di una curvasovraeccitata e pronta a tutto, minaccio' l'invasione di campoe il compimento di atti di violenza se non avesse avuto uncolloquio con il capitano del Napoli, Marek Hamsik. Genny -stando al gip - volle l'incontro con il calciatore perche'rifiutava di rapportarsi con la polizia, cui non riconoscevaalcun potere. E a fine colloquio, lo stesso capo ultra' alzo'il pollice all'indirizzo delle Autorita' presenti sotto lacurva per spiegare che non ci sarebbe stata alcuna invasione dicampo e che la partita, slittata gia' di tre quarti d'ora,poteva essere giocata in condizioni di sicurezza.Quell'incontro con Hamsik - e' il convincimento del giudice -rappresento' una soluzione ragionevole e inevitabile alla lucedell'evidente tensione che si registrava nello stadio ed eracominciata gia' con i fischi all'inno nazionale e per evitareulteriori danni ai quei tifosi che avrebbero voluto assisterepacificamente alla partita. .