Archeologia: scoperto sito di 9. 500 anni fa nel Canale di Sicilia

(AGI) - Palermo, 11 ago. - Un monolito di 12 metridi lunghezza,adagiato sul fondo del mare a circa 40 metri di profondita' e'stato trovato sui fondati del Canale di Sicilia grazie agliindizi raccolti dai geologi dell'OGS (Istituto Nazionale diOceanografia e di Geofisica Sperimentale) di Trieste. Ilritrovamento di questo grosso blocco di pietra lavorato, chepresenta fori regolari su alcuni dei suoi lati e un foro che loattraversa per intero in una sua estremita', testimonia lapresenza di antiche popolazioni in questo lembo delMediterraneo, circa 9.500 anni fa, quando il livello globaledel mare

(AGI) - Palermo, 11 ago. - Un monolito di 12 metridi lunghezza,adagiato sul fondo del mare a circa 40 metri di profondita' e'stato trovato sui fondati del Canale di Sicilia grazie agliindizi raccolti dai geologi dell'OGS (Istituto Nazionale diOceanografia e di Geofisica Sperimentale) di Trieste. Ilritrovamento di questo grosso blocco di pietra lavorato, chepresenta fori regolari su alcuni dei suoi lati e un foro che loattraversa per intero in una sua estremita', testimonia lapresenza di antiche popolazioni in questo lembo delMediterraneo, circa 9.500 anni fa, quando il livello globaledel mare era piu' basso di oltre 40 metri. Quello identificatonel Canale di Sicilia, tra Pantelleria e le coste siciliane, e'uno dei siti sommersi piu' antichi finora conosciuti, di eta'Mesolitica, coevo alle strutture di Gobekli Tepe in Turchia, ilprimo esempio noto di tempio in pietra. Grazie agli studiguidati dall'OGS, con la collaborazione dell'Universita' di TelAviv, dell'Arma dei Carabinieri e di un gruppo di subprofessionisti della Global Underwater Explorers, e' statopossibile ricostruire la storia del suo insediamento umano."Attraverso l'analisi dei dati raccolti (batimetria ad altarisoluzione, campionamenti, osservazioni fotografiche e video)e il confronto con l'andamento della variazione del livello delmare, abbiamo potuto ricostruire la storia dell'abbandono diquesto sito, avvenuta intorno a 9500 anni fa", spiega EmanueleLodolo, ricercatore dell'OGS e coordinatore dello studio. "Leprime osservazioni risalgono alle attivita' di ricerca nelCanale di Sicilia che abbiamo iniziato nel 2009 con la naveOGS-Explora, ma solo oggi siamo riusciti a ricostruire lastoria di questo sito archeologico" precisa Lodolo. I dati,recentemente pubblicati sul 'Journal of Archaeological Science:Reports', dimostrano che gia' nel Mesolitico erano abitatealcune isole che, sino a circa 9000 anni fa, punteggiavanol'odierno settore nord-occidentale del Canale di Sicilia.L'arcipelago, che un tempo si estendeva tra le coste dellaSicilia e l'Isola di Pantelleria, fu progressivamenteinghiottito dall'innalzamento del mare seguito alloscioglimento della calotta di ghiaccio che copriva buona partedell'odierna Europa settentrionale, durante l'Ultimo MassimoGlaciale (circa 18.000 anni fa). Il monolite scoperto harichiesto taglio, estrazione, trasporto e installazione, il cherivela importanti competenze tecniche e ingegneristiche, talida dover abbandonare la convinzione che i nostri antenati nonavessero le conoscenze, l'abilita' e la tecnologia persfruttare le risorse naturali e fare traversate marittime. Lerecenti scoperte di archeologia sommersa hanno definitivamenteeliminato il concetto di "primitivismo tecnologico" spessoattribuito ai cacciatori-raccoglitori delle zone costiere. "Unavasta documentazione archeologica dei primi insediamenti umani-afferma Lodolo- e' ancora sepolta nelle aree di mare bassodelle nostre piattaforme continentali, che erano emerse durantel'ultimo massimo glaciale. Quasi tutto cio' che sappiamo delleculture preistoriche deriva principalmente dagli studi condottisugli insediamenti a terra. Per trovare le radici dellacivilta' nella regione del Mediterraneo, e' necessarioconcentrare la ricerca nelle aree di mare basso ora sommerse:questa sara' la sfida della moderna archeologia". (AGI).