Appalti tv: perquisite le sedi Rai, Mediaset, La7 e Infront

(AGI) - Roma, 17 giu. - Un altro terremoto giudiziario a Roma:questa volta nel mirino della Procura e dei militari del Nucleotributario della Guardia di finanza ci sono gli appalti tv, conchiamate in causa Rai, Mediaset, La7 e Infront, le cui sedisono state perquisite questa mattina. Una sessantina in tuttole perquisizioni fatte e sono 44 le persone coinvolte. Il reatoipotizzato nei confronti di dirigenti e funzionari della Rai e'quello di corruzione, mentre per i manager di Mediaset, La7 edInfront e' quello di concorso in appropriazione indebita. Tuttoruota attorno alle presunte irregolarita'

(AGI) - Roma, 17 giu. - Un altro terremoto giudiziario a Roma:questa volta nel mirino della Procura e dei militari del Nucleotributario della Guardia di finanza ci sono gli appalti tv, conchiamate in causa Rai, Mediaset, La7 e Infront, le cui sedisono state perquisite questa mattina. Una sessantina in tuttole perquisizioni fatte e sono 44 le persone coinvolte. Il reatoipotizzato nei confronti di dirigenti e funzionari della Rai e'quello di corruzione, mentre per i manager di Mediaset, La7 edInfront e' quello di concorso in appropriazione indebita. Tuttoruota attorno alle presunte irregolarita' legateall'assegnazione a un imprenditore di una serie di appalti incambio di 'mazzette'. Nel mirino degli investigatori delleFiamme Gialle sono finite le societa' riconducibiliall'imprenditore David Biancifiori, sospettato di aver ottenutol'affidamento di lavori e servizi versando ai committentidenaro oppure offrendo altre utilita', tipo vacanze, bigliettiaerei e assunzioni. Biancifiori, indagato per concorso incorruzione e appropriazione indebita, turbativa d'asta e falsefatturazioni, fornisce gruppi elettrogeni, scenografie,impianti audio e regie mobili anche all'estero. L'inchiestadella procura di Roma, culminata con le 60 perquisizionidisposte presso Rai, Mediaset, La7 e Infront, chiama in causa,per l'ipotesi di corruzione, anche due dirigenti dellapresidenza del Consiglio dei ministri quando era premier SilvioBerlusconi. Si tratta di Roberto Gasparotti, gia' responsabiledell'immagine televisiva del leader di FI, e GiovanniMastropietro, gia' direttore della fotografia dello stessoCavaliere. Il sospetto di chi indaga, infatti, e' che possanoaver preso soldi da Biancifiori (che dallo scorso aprile e'agli arresti domiciliari nell'ambito di una indagine condottadalla magistratura di Velletri culminata con l'arresto delsindaco del Comune di Marino, Fabio Silvagni) che nel 2008 siaggiudico' una commessa da 8 milioni di euro. Da viale Mazzini fanno sapere che l'area oggettodell'inchiesta - la produzione - e' stata gia' "oggetto diverifiche interne che hanno comportato interventi organizzativie disciplinari", senza meglio specificare il tipo di interventifatti e le misure adottate. Da indiscrezioni in ambientiinvestigativi emerge che sarebbe stata proprio la Rai a dareuna sorta di innesco all'inchiesta che vede accendere iriflettori su piu' broadcaster segnalando fatti venuti fuorinel corso di un audit interno. Si e' poi saputo che tra gliindagati c'e' anche Cesare Quattrociocche, dipendente Rai,padre dell'attrice Michela e suocero del calciatore AlbertoAquilani: avrebbe ricevuto da Biancifiori "utilita' consistentiin somme di denaro e nella messa a disposizione tecnologia perla realizzazione dell'evento del matrimonio della figlia",celebrato nell'estate del 2012. A sua volta Mediaset con unanota fa sapere di essere parte lesa e che "i dipendentiaccusati di infedelta' sono stati sospesi in attesa diulteriori elementi". Quanto a Gasparotti e Mastropietro,avrebbero ricevuto "somme di denaro in contanti e altreutilita'" dai fratelli David e Danilo Biancifiori e poi daGiuliano Palci, Pamela Oliva e Lucia Mariotti, "espressioneprima della 'Di and Di Lighting and truck srl' e poi della'Di.Bi. Technology srl'" dal 2009 al 2013. L'utilita' perMastropietro era rappresentata "dall'assunzione presso societa'del gruppo Biancifiori" di alcuni congiunti, mentre perGasparotti "dalla consegna di un container e di un ciclomotoreper la figlia". In cambio i due avrebbero avallato "lasistematica emissione di fatture gonfiate negli importi oaddirittura facenti riferimento a servizi mai espletati, poiregolarmente liquidate a beneficio delle suddette societa'". AMassimo Schettini, indicato dalla procura quale ResponsabileUnico del Procedimento per l'espletamento della gara per lafornitura di un servizio di assistenza e manutenzione hardwaree poi Responsabile dell'Ufficio Eventi della Presidenza delConsiglio, sarebbe stato erogato invece "denaro in contanti" ealtre utilita' "come la consegna presso la sua abitazione di unpianoforte del valore di 6mila euro, di buoni benzina, di unIpad e di telefoni cellulari" oltre al "rifacimento a spese diBiancifiori (tramite una delle sue societa') dell'impiantoelettrico dell'abitazione". Tra i beneficiari di somme eutilita' "quali biglietti aerei e vacanze presso resort dilusso" c'e' anche il generale Antonio Ragusa, che era CapoDipartimento per le risorse strumentali a Palazzo Chigi. (AGI).

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it