Appalti: tangenti 'Grandi Opere', manette a manager Ercole Incalza

(AGI) - Roma, 16 mar. - Quattro arresti e 47 indagati. E' ilbilancio dell'operazione "Sistema" che ha visto i carabinieridel Ros eseguire a Roma e Milano un'ordinanza di custodiacautelare nei confronti di Ercole Incalza, ex capo dellaStruttura tecnica di missione del ministero delleInfrastrutture (in pensione dal dicembre scorso), degliimprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo e di SandroPacella, collaboratore di Incalza. Tra i reati contestati,corruzione, induzione indebita e turbata liberta' degliincanti. Al centro delle indagini, la gestione illecita degliappalti delle "Grandi opere", "mediante un articolato sistemacorruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici,

(AGI) - Roma, 16 mar. - Quattro arresti e 47 indagati. E' ilbilancio dell'operazione "Sistema" che ha visto i carabinieridel Ros eseguire a Roma e Milano un'ordinanza di custodiacautelare nei confronti di Ercole Incalza, ex capo dellaStruttura tecnica di missione del ministero delleInfrastrutture (in pensione dal dicembre scorso), degliimprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo e di SandroPacella, collaboratore di Incalza. Tra i reati contestati,corruzione, induzione indebita e turbata liberta' degliincanti. Al centro delle indagini, la gestione illecita degliappalti delle "Grandi opere", "mediante un articolato sistemacorruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, societa'aggiudicatarie degli appalti ed imprese esecutrici dei lavori".Oltre 100 le perquisizioni eseguite e che hanno interessato,tra gli altri, uffici della Struttura di missione presso ilministero delle Infrastrutture, della Rfi, dell'AnasInternational Enterprises, delle Ferrovie del Sud-Est, delConsorzio Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre, dell'Autostradaregionale Cispadana e dell'Autorita' portuale Nord Sardegna. Nel mirino degli inquirenti, gli appalti delle piu'importanti tratte dell'Alta velocita' del nord e centro Italiae di numerose altre Grandi opere, con importi gonfiati fino al40%: le indagini sono partite nel 2013 per accertare presuntiilleciti nella gestione degli appalti per la realizzazione delNodo Tav di Firenze e del sotto-attraversamento della citta'.Gli investigatori avrebbero documentato gli "stretti rapporti"esistenti tra Incalza e l'ingegner Perotti, ritenuto "figuracentrale dell'indagine", a cui sono stati affidati incarichi didirezione lavori per la realizzazione di diverse "Grandiopere". Lo stesso Perotti avrebbe "influito illecitamente"anche sull'aggiudicazione dei lavori del Palazzo Italia Expo2015 e sulla realizzazione del nuovo terminal del porto diOlbia. Si indaga su "un valore di 25 miliardi di appalti", haspiegato in una conferenza stampa il procuratore capo diFirenze Giuseppe Creazzo, secondo cui "Perotti affidavaconsulenze ben retribuite a Incalza". Mentre nelle 268 paginedell'ordinanza di custodia il Gip di Firenze disegna una retefittissima di favori, consulenze e compensi con "protagonistiprincipali" l'ingegner Perotti, capace di concentrare su di se'un gran numero di direzioni lavori, e Incalza, "in grado dicondizionare il settore degli appalti pubblici da moltissimianni". "Ercolino", come lo chiama confidenzialmente al telefonoun ex alto dirigente delle Ferrovie ("fa il bello e il cattivotempo ormai la' dentro.. il dominus totale") era cosi'influente all'interno del dicastero delle Infrastrutture -argomenta il Gip - da aggiornare il ministro Lupi, in procintodi farsi intervistare, sullo stato dei lavori e deifinanziamenti delle Grandi opere, da buttare giu' il programmadi governo dell'Ncd e da ottenere la nomina del senatoreNencini a sottosegretario. Il Gip dedica ampio spazio allo strettissimo legame tra ildirigente e il ministro, "una relazione che ha sicuramentecontribuito all'affermazione del potere di Incalza". E dallecarte spunta anche il nome del figlio di Lupi, Luca, che daiconiugi Perotti avrebbe ricevuto come regalo di laurea "unRolex da 10.350 euro" e che sarebbe stato aiutato anche nellaricerca di un impiego. "Mai chiesto all'ingegner Perotti ne' achicchessia di far lavorare mio figlio", la pronta smentita delministro, "non e' nel mio costume e sarebbe un comportamentoche riterrei profondamente sbagliato". Sempre Lupi, a marginedi un convegno a Belluno, ha ribadito che da parte del governoe in particolare del ministero delle Infrastrutture "c'e' la"massima disponibilita' e collaborazione per accertare everificare" i fatti oggetto dell'inchiesta. Ma Incalza "era ede' una delle figure tecniche piu' autorevoli che il nostroPaese abbia". .