Perché le tre strisce parallele dell'Adidas non hanno un carattere distintivo

Il Tribunale dell'Ue in Lussemburgo ha dichiarato nullo il celebre marchio dell'azienda di abbigliamento sportivo tedesca

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Adidas

Adidas in fuorigioco. Il logo di uno dei più importanti marchi sportivi a livello mondiale è nullo. Perché le tre strisce parallele, un po’ sbieche, applicate diagonalmente su capi d’abbigliamento, scarpe, felpe, giubbotti oltre che sulle magliette di alcune tra le più prestigiose squadre di calcio a livello internazionale, e che nell’immaginario collettivo contraddistinguono il marchio, in verità “non sono un carattere distintivo”. Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale dell’Unione Europea, con sede in Lussemburgo.

“La clamorosa decisione non riguarda tutte le versioni del marchio del brand tedesco ma si concentra su quelle intercambiabili come le strisce nere su fondo bianco e viceversa, quelle bianche su fondo nero. In questo caso si tratta di un marchio ‘figurativo ordinario’ facilmente invertibile e quindi utilizzabile anche da altri brand senza infrangere il copyright della Adidas” si legge su La Stampa di Torino che ricostruisce il caso ricordando che a rivolgersi alla Euipo era stata nel 2016 l’impresa belga di abbigliamento sportivo Shoe Branding Europe che rivendicava il diritto di utilizzare tre strisce parallele per il suo marchio.

La reazione dei mercati non si è fatta attendere, e si è manifestata con un ovvio crollo del titolo in Borsa pari al 2%. Adidas, società tedesca fondata esattamente settant’anni fa, nell’agosto del 1948 da Adolf Dassler, è uno dei più noti marchi sportivi al mondo nel segmento dell’abbigliamento sportivo dopo la statunitense Nike, e vale - in termini di fatturato – “qualcosa come 23 miliardi di euro”.

Un marchio, però, che a detta dei giudici del Lussemburgo “non ha acquisito in tutto il territorio dell’Unione un carattere distintivo in seguito all’uso che ne era stato fatto”. Quindi essendo il marchio privo di carattere distintivo “non avrebbe dovuto essere registrato” annota Il Sole 24 Ore. Adidas, insomma, non sarebbe riuscita a dimostrare “che ad attribuire il carattere distintivo delle tre strisce era stato invece l’uso diffuso nell’Unione”.

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Una sentenza epocale, viene definita, che rischia di rimettere in discussione tutta la giurisprudenza sul copyright. “La vicenda nasce nel 2014”, riscostruisce il Corriere della Sera, e “l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) aveva registrato le tre strisce in favore di Adidas per abbigliamento, scarpe e cappelleria”. Il marchio era stato descritto da Adidas come “costituito da tre strisce parallele equidistanti di uguale larghezza, applicate sul prodotto in qualsiasi direzione”. Nel 2016 l’Euipo aveva annullato la registrazione su domanda di dichiarazione di nullità della belga Shoe Branding Europe, sulla base del rilievo, privo (a suo dire) di qualsiasi carattere distintivo sia intrinseco sia acquisito in seguito all’uso.

Ora la sentenza del tribunale belga potrà essere impugnata entro poco più di due mese dalla sua notifica.



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