"Fuori dalla classe perche' gay", denuncia dei genitori di un 16enne

(AGI) - Roma, 29 set. - Un ragazzino di sedici anni sarebbestato costretto da giorni a stazionare in punizione nelcorridoio, senza poter entrare  

(AGI) - Roma, 29 set. - Un ragazzino di sedici anni sarebbestato costretto da giorni a stazionare in punizione nelcorridoio, senza poter entrare in classe e seguire il normalecorso delle lezioni, perche' omosessuale e come tale pericolosoper gli altri alunni, perche' li potrebbe influenzare. Teatrodell'episodio e' l'istituto E.C.Fo.P., ente cattolico diformazione professionale di Monza riconosciuto e convenzionatocon la Regione Lombardia. A denunciare la vicenda sono statigli stessi genitori. Il direttore dell'istituto racconta la sua versione, che e'completamente diversa da quella finora circolata. Tanto percominciare il "tutto e' durato un giorno e non settimane -assicura - l'episodio risale a mercoledi' scorso. E la mattinasuccessiva il ragazzo si e' presentato a scuola con la madre ei carabinieri". Un provvedimento in effetti e' stato preso: "Siera verificato un grave episodio e volevamo tutelare ilragazzo, per cui lo abbiamo messo in uno 'spazio' all'internodel centro, dove si fermano anche i docenti. Ma non e' uncorridoi. E c'erano anche degli educatori". Cosa era successodi cosi' grave? "Ha pubblicato su un social network unafotografia 'pornografica', un atto sessuale, che lo ritraeva -spiega -. Sono stati i compagni, amareggiati a informarci. Aquesto punto per evitare che in classe si ingigantisse la cosa,e che ci fossero tensioni, tra chi e' contro e chi e' afavore", si e' deciso di separarlo dagli altri e metterlo inuna stanza diversa. Il tutto in attesa, continua il direttore"di parlare con la famiglia e i servizi sociali che gia'seguono il giovane. Li abbiamo chiamati, ma i servizi sociali,fino a oggi, non si sono proprio fatti vedere". "Per noi lastoria e' chiusa - conclude Corioni - e da lunedi' il ragazzoe' tornato in classe". Sull'episodio interviene anche il garante per l'infanzia: "Sono senza parole. Come si puo' obbligare un adolescente astare fuori dalla propria aula con il suo banco durante lelezioni, offendendolo, discriminandolo e marchiandolo nelcarattere e nella dignita', soltanto perche' gay. Se veramentevenisse confermato quanto denunciato dalla famiglia del ragazzodi Monza, mi impegno personalmente affinche' si prendano deiseri provvedimenti nei confronti dell'istituto brianzolo", hadichiarato Vincenzo Spadafora, Autorita' garante per l'Infanziae l'Adolescenza, che aggiunge: "contattero' la famiglia e lascuola per capire i dettagli della vicenda e nel caso vi siastata una palese discriminazione chiedero' al ministerodell'Istruzione di intervenire su chi ha sbagliato". (AGI).