Visco: "Di uscire dall'euro non se ne parla e non se ne deve parlare"

Visco: "Di uscire dall'euro non se ne parla e non se ne deve parlare"

“C’è stato un giorno di grande tensione su queste strane interpretazioni su desideri di uscita dall’Euro: di uscire dall’Euro non se ne parla e non se ne deve parlare”. È il pensiero del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, intervistato a Repidee a Bologna. Per Visco, un'eventuale uscita dalla moneta comune europea “non è solo improponibile ma anche dannosa". 

Ci sono dei passi in avanti che si possono fare insieme – ha detto il governatore di Bankitalia, riferendosi alle critiche volte all’Europa e alla necessità di cambiamenti - e bisogna essere presenti su questi tavoli, a Bruxelles è presente il governo e noi siamo presenti a Francoforte”. Nel corso del suo intervento, dove ha escluso la possibilità di un’uscita dell’Italia dall’euro, Visco ha riperso le tappe del cammino europeo. “Con la fine della guerra fredda ci sono stati benefici - ha detto il governatore di Bankitalia - l’obiettivo di Kohl e di Ciampi era quello di mettere una pietra sopra i rischi di guerre: abbiamo avuto 70 e più anni di pace e benessere, nonostante le difficoltà di questo periodo grazie all’integrazione europea.

È evidente che questa crisi gravissima che ci ha colpito in 10 anni è la più grave della storia dell’Italia unita, molto di più di quella degli anni '30;  è stata però assorbita – ha detto ancora Visco - e c’è anche il rischio che non siano state percepito a fondo le difficoltà e il pericolo che abbiamo corso. Questa evoluzione che è mancata nella parte politica dell’Europa ha una spiegazione nei grandi cambiamenti che ci sono stati - ha poi aggiunto - che hanno messo a dura prova la capacità di assorbire da parte dei paesi europei e delle opinioni pubbliche di masse di persone che si spostavano”.

Visco l’ha definita “una massa importantissima: bisogna governare qualcosa che all’epoca non era stato previsto – ha spiegato - quindi la reazione e’ stata quella di difendersi: questo mondo così diverso vive nell’ansia, perché spariscono lavori e opportunità e c’è chi se ne avvantaggia perché è in grado di dominare la tecnologia. Tutto questo determina una difficoltà a stare insieme – ha concluso il governatore di Bankitalia - questo non soltanto a livello europeo ma anche a a livello mondiale". 



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