Trump: polemiche con Repubblicani, si è dimesso numero 2 Fbi

Trump: polemiche con Repubblicani, si è dimesso numero 2 Fbi
Samuel Corum/Anadolu Agency/Afp 
Andrew McCabe (Afp) 

Come anticipato dal Washington Post lo scorso 23 dicembre, a soli 49 anni il vicedirettore dell'Fbi, Andrew McCabe, si è dimesso. Lo riferisce la Nbc che conferma come McCabe resterà a libro paga del Bureau fino a marzo, il minimo della pensione per lasciare l'incarico, dopo essere stato messo sulla graticola dai repubblicani per il suo ruolo quando si avviarono le indagini sul Russiagate. McCabe si trovò alla guida dell'Fbi quando il 9 maggio il presidente Donald Trump licenziò a sorpresa il direttore James Comey, proprio perché l'Fbi stava cominciando ad accertare se le voci di ingerenze dei russi a favore dell'allora candidato repubblicano alle presidenziali e di contatti tra membri del suo staff e funzionari di Mosca, fossero vere. McCabe è una figura rispettata nell'Fbi tanto che quando ad agosto venne nominato da Trump il successore di Comey, Christopher Wray, questi non lo sostituì. Il numero 2 dell'Fbi era finito nel mirino del Grand Old Party (Gop) anche perché la moglie aveva corso per il Senato della Virginia nel 2015 per i partito democratico. I repubblicani sostennero che la moglie aveva ricevuto centinaia di migliaia di dollari di fondi da un alleato della famiglia Clinton, condizionando quindi la capacità di giudizio di McCabe durante l'inchiesta sul cosiddetto Emailgate.
    Il primo a gioire poche ore dopo lo scoopo del Wp fu lo stesso Donald Trump. Il presidente ruppe momentaneamente interrotto il so precario silenzio dalle vacanze natalize e di fine anno in Florida a Mar-a-Lago per impugnare il telefonino ed esultare su Twitter. "Il vicedirettore dell'Fbi Andrew McCabe è in corsa contro il tempo per andare in pensione con tutti i benefici. Ancora 90 giorni da aspettare?!!!". Trump prosegue: "Come può (fare una cosa simile) McCabe, l'uomo alla guida dell'Fbi quando iniziarono a filtrare le indiscrezioni alla stampa (dopo il licenziamento) di James Comey, l'uomo delle indagini fasulle (non sufficientemente serie, ndr) su Hillary Clinton, incluse le sue 33.000 email illegalmente cancellate, l'uomo alla cui moglie sono stati dati 700.000 dollari per la campagna (elettorale nel 2015 in Virginia, ndr) da marionette dei Clinton?". 



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