Russia: esclusione Navalny "normale" per il Cremlino, dubbi dell'Ue

Per il Cremlino va tutto bene; l'Unione europea, invece, è perplessa. Il rigetto della candidatura di Alexei Navalny alle prossime elezioni presidenziali russe, deciso dalla Commissione elettorale nazionale, scava ulteriormente il solco tra Mosca e Bruxelles. L'assenza dell'unico credibile oppositore di Vladimir Putin nella corsa al Cremlino non "ha in alcun modo risvolti negativi sulla legittimità delle elezioni" attese nel prossimo mese di marzo, ha detto il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, sottolineando di aver letto "le opinioni divergenti di alcuni analisti", ma che "non si puo' essere d'accordo con il loro punto di vista". Il blogger più odiato da Putin, che secondo i sostenitori di Navalny avrebbe architettato i processi scaturiti nella condanna a 5 anni per appropriazione indebita proprio per metterlo fuori dalla gara elettorale, aveva esortato gli elettori a non partecipare al voto del prossimo marzo: "Stiamo dichiarando uno sciopero degli elettori. Chiediamo a tutti di boicottare queste elezioni. Non riconosceremo il risultato di queste elezioni", ha dichiarato dopo che tutti i 12 componenti della Commissione avevano votato contro la sua candidatura malgrado avesse raccolto le firme necessarie alla registrazione.
Dalla sua parte, ma non fino a invitare al boicottaggio delle elezioni russe, si è schierata l'Unione europea: l'assenza del candidato Navalny - ha detto Maja Kocijancic, portavoce dell'Alto responsabile della politica estera, Federica Mogherini - "suscita seri dubbi sulle condizioni di pluralismo politico" in Russia", ma "l'Unione europea attenderà l'esito del processo elettorale per poterlo giudicare, come è solita fare"



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it