Nucleare: Trump 'cancella' Obama con le mini-atomiche

Nucleare: Trump 'cancella' Obama con le mini-atomiche
 AFP
  Trump (Afp)

Il Pentagono dell'era Trump cambia la strategia nucleare modernizzando l'arsenale e di fatto mette una pietra tombale sugli sforzi dell'amministrazione Obama per ridurre il numero delle atomiche fino a una loro quasi totale eliminazione. Con la "Revisione della Posizione Nucleare" ("Nuclear Posture Review"), la prima dal 2010, il Pentagono ha illustrato come si prepara a fronteggiare le minacce nucleari nei prossimi decenni. L'obiettivo sono armi nucleari di misura ridotta per un maggior effetto di deterrenza sulla Russia (le cosiddette "bombe nucleari a basso rendimento" da caricare per esempio sui missili balistici lanciati dai sottomarini): armi nuove, più facilmente utilizzabili e un più ampio ventaglio di regole per utilizzarle (anche contro gli attacchi informatici su larga scala, cosa che i precedenti presidenti avevano sempre respinto). Il Pentagono avverte i potenziali nemici che gli Usa potrebbero rispondere con armi nucleari pure nel caso fossero attaccati con armi convenzionali, anche se il documento non specifica in quali circostanze. Del resto, il presidente Donald Trump lo aveva anticipato  già in campagna elettorale e nel discorso sullo Stato dell'Unione ha promesso di dotarsi di un arsenale nucleare "che dissuaderà da qualsiasi atto di aggressione". Secondo il segretario alla Difesa, Jim Mattis, i cambiamenti riflettono la necessità di "guardare la realtà dritto negli occhi" e "vedere il mondo così com'è, non come vorremo che fosse".  Un'inversione ad U, rispetto alla visione del futuro nucleate americano delineata da Barack Obama, che durante un famoso discorso a Praga nel 2009 auspicò l'eliminazione delle armi nucleari. La nuova strategia americana prevede lo sviluppo di testate nucleari a potenza ridotta, anche di un solo kilotone (17 volte meno potente della bomba sganciata il 6 agosto 1945 su Hiroshima) per effettuare attacchi 'chirurgici' con numero ridotto di vittime. L'obiettivo e' danneggiare il nemico senza per forza innescare una rappresaglia termonucleare da "fine di mondo".



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