Mafia: da Palermo secondo no alla scarcerazione di Dell'Utri

Mafia: da Palermo secondo no alla scarcerazione di Dell'Utri
 Alberto Ramella/Agf
 Marcello dell'Utri

La terza sezione della Corte d'appello di Palermo ha dichiarato inammissibile l'incidente di esecuzione che mirava alla scarcerazione di Marcello Dell'Utri. L'ex senatore di Forza Italia incassa così, nel giro di pochi giorni, il secondo no al suo possibile ritorno in libertà, dopo quello pronunciato dal tribunale di sorveglianza di Roma, che non aveva ritenuto le sue condizioni di salute incompatibili con la detenzione. A Palermo gli avvocati Francesco Centonze e Tullio Padovani puntavano a una questione di merito: avevano chiesto infatti che la condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa venisse dichiarata "ineseguibile", così come era già avvenuto per Bruno Contrada. Il collegio presieduto da Antonio Napoli ha ritenuto però che l'istanza e gli argomenti proposti fossero identici a quelli già esaminati e respinti nel 2016, dalla stessa corte palermitana, con una decisione poi confermata dalla Cassazione. L'ultima chance, per il cofondatore di Forza Italia ed ex delfino di Silvio Berlusconi, rimane così il procedimento aperto a Caltanissetta, in parallelo a quello di Palermo. 



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