L'architetto morto a Sarzana si è ucciso. L'arma era stata presa da 2 ragazzi

Avevano prelevato la pistola con l'intenzione di rivenderla i due ventenni sentiti ieri in Questura alla Spezia per l'indagine sulla morte di Giuseppe Stefano Di Negro, l'architetto spezzino di 50 anni trovato senza vita sabato notte sulle sponde di un torrente a Sarzana. I due avevano rinvenuto l'uomo a terra, agonizzante: avevano tentato un massaggio cardiaco e chiamato i soccorsi. Poi, all'arrivo di questi, approfittando della situazione concitata, hanno prelevato l'arma, una calibro 38 di proprietà del padre di Di Negro, compatibile con la ferita d'arma da fuoco che ha ucciso l'architetto. Secondo quanto appreso, il 50enne si era recato a casa dei genitori poco prima delle 20 di sabato, ufficialmente per cercare delle carte. Con tutta probabilità, invece, ha preso la pistola ed è tornato verso la macchina, ancora pochi passi e si è sparato. A convalidare la tesi del suicidio, l'esame autoptico: l'uomo si è sparato in bocca. Per i due ventenni che hanno prelevato l'arma si profila l'accusa di aver alterato la scena del crimine. 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it