Ilva: niente accordo nella notte, le parti ritentano oggi

Ilva: niente accordo nella notte, le parti ritentano oggi

Nonostante diverse ore di trattative e vertici ristretti, sindacati dei metalmeccanici e Am Investco, la nuova società acquirente dell'Ilva guidata da Arcelor Mittal, non ce l'hanno fatta a chiudere l'accordo sul futuro dell'azienda dell'acciaio. Una fonte sindacale spiega che la "la riunione ristretta" si è conclusa intorno alle ore 1,15 della notte appena trascorsa e "restano ancora distanze importanti sulle garanzie di fine piano industriale per tutti, sui numeri dell'occupazione iniziale. C'è la possibilità - aggiunge la stessa fonte sindacale - che nella mattinata di oggi l'azienda possa dare comunicazione per capire se è in grado di riprendere la discussione su questi punti facendo passi avanti, per cui - conclude la fonte del sindacato - restiamo in attesa di sviluppi".

Previsto l'inizio per le 10 di ieri mattina, in realtà il faccia a faccia tra sindacati e Am Investco è cominciato a Roma con ritardo ed è andato avanti per diverse ore. Nel tardo pomeriggio si sono diffuse notizie ottimistiche secondo le quali si cominciava a intravvedere, dopo una fase molto difficile, una prima schiarita e la possibilita' di una intesa o, quantomeno, di una stretta finale non sembrava poi molto lontana. Nel tardo pomeriggio il confronto e' stato temporaneamente sospeso per dar modo alle parti di aggiornarsi. In prima serata e' emersa una linea prudente: "Stiamo a vedere - ha dichiarato un sindacalista -, meglio non affermare nulla perché il passaggio è delicato e basta nulla per mandare tutto all'aria".

Il confronto è ripreso dopo le 20 di ieri sera in ristretta: i vertici dei sindacati metalmeccanici, Am Investco e i legali di quest'ultima. Nella scorsa nottata una fonte ha spiegato che, "pur essendo migliorata la situazione rispetto ai confronti precedenti, restava sempre sul tavolo il nodo dell'occupazione. È ormai l'ultimo nodo rimasto alla trattativa. Sciolto anche quello, si va avanti". I sindacati sono contrari agli esuberi nel gruppo Ilva e per diverse settimane il confronto si e' sostanzialmente bloccato sul fatto che Mittal propone 10 mila assunti sui poco meno 14 mila totali di Ilva ad avvio di piano industriale che si conclude nel 2023, quando poi la forza lavoro scendera' a circa 8500 unita', mentre le sigle metalmeccaniche vogliono occupazione e assunzione per tutti.



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