Governo, analisti: i mercati temono il voto a luglio

Governo, analisti: i mercati temono il voto a luglio

Dopo due mesi di calma piatta, i mercati tornano in fibrillazione per l'incertezza politica in Italia: il risultato è l'aumento dello spread e del rendimento dei Btp decennali e il tonfo della Borsa di Milano che contagia anche le altre piazze azionarie europee. Gli analisti puntano il dito contro lo stallo politico e il rischio di elezioni anticipate. In particolare Enrico Vaccari, analista di Consultinvest sgr, spiega all'Agi che "l'ipotesi di un voto anticipato a luglio spaventa i mercati perché, in mancanza di una nuova legge elettorale, si rischia di passare da uno stallo all'altro". 

"I mercati erano in luna di miele - dice Vaccari- facendo finta che il problema politico non esistesse perché si aspettavano che si andasse, nella peggiore delle ipotesi, verso un governo istituzionale e, quindi, un governo che sarebbe stato in grado di fare le poche cose che sono ancora in capo al governo italiano. Sappiamo che per l'economia dipendiamo da Bruxelles, sappiamo che per la politica monetaria dipendiamo da Francoforte, di fatto i mercati non risentono particolarmente del fatto che ci sia o non ci sia un governo. Quello che conta per loro è che ci sia una continuità. In sostanza, i mercati pensavano che, se anche non ci fosse stato un accordo fra le principali forze politiche, si sarebbe andati comunque verso un governo istituzionale. Purtroppo ieri la situazione è cambiata da questo punto di vista. Le principali forze in Parlamento hanno dichiarato che non sono disponibili a supportare un governo 'neutrale', come l'ha chiamato il presidente Mattarella, o un governo istituzionale".



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