Gerusalemme: Netanyahu, riconosciuta identità storica di Israele

Gerusalemme: Netanyahu, riconosciuta identità storica di Israele

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato che "l'identità storica e nazionale di Israele sta ricevendo riconoscimento, soprattutto oggi". Il commento del primo ministro israeliano arriva a poche ore dall'atteso annuncio da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dello spostamento dell'ambasciata statunitense in Israele a Gerusalemme e del conseguente riconoscimento della città come capitale israeliana.

Il premier ha fatto queste dichiarazioni durante una conferenza diplomatica a Gerusalemme organizzata dal quotidiano Jerusalem Post, dopo aver tenuto un discorso di 21 minuti in cui non aveva mai menzionato la questione del riconoscimento statunitense della capitale israeliana. Intanto, la Lega araba ha convocato per sabato una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri, su richiesta di Giordania e Palestina, Paesi ai quali Trump ha comunicato ieri telefonicamente la sua intenzione di trasferire la sede dell'ambasciata Usa a Gerusalemme.

Gerusalemme: Netanyahu, riconosciuta identità storica di Israele
Benjamin Netanyahu e Donald Trump (Afp) 

A sua volta, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha organizzato per il 13 dicembre a Istanbul un summit dei leader dei principali Paesi musulmani. Dobbiamo consentire ai Paesi islamici, ha spiegato il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, "ddi agire in modo coordinato e unitario di fronte a questi nuovi sviluppi". 

Il re giordano Abdullah II ha inoltre avuto un colloquio telefonico con il presidente francese, Emmanuel Macron, durante il quale i due leader hanno discusso gli sviluppi relativi alla situazione di Gerusalemme. Durante il colloquio, il re ha sottolineato che tale decisione avrà gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità della regione e che minerà gli sforzi per riprendere il processo di pace, confermando che la questione di Gerusalemme deve essere risolta nel quadro di una soluzione completa che porti alla creazione di un stato palestinese, con Gerusalemme Est come sua capitale. Il re giordano e il presidente Macron hanno quindi concordato di tenere una riunione per coordinarsi sulla questione, alla luce dei futuri sviluppi.



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