Fmi: da incertezza politica rischio per la crescita

Il Fondo monetario internazionale rialza le stime del Pil per l'Italia ma avverte sul rischio per la crescita derivante dall’attuale fase di incertezza politica. Il Pil tricolore, afferma il Rapporto sull'economia mondiale dell'istituto di Washington, aumenterà dell'1,5% quest'anno e dell'1,1% il prossimo. Un balzo evidente rispetto alle stime contenute nel World economic outlook di ottobre, quando gli economisti dell'Fmi avevano stimato un incremento del prodotto pari all'1,1% a fine 2018 e dello 0,9% nel 2019. Ma un miglioramento sul 2018 c'è anche rispetto all'aggiornamento diffuso a gennaio, quando la crescita per quest'anno era stata fissata all'1,4%. Resta invece in questo caso invariata la previsione 2019.    Buone notizie arrivano anche per la disoccupazione, prevista in discesa al 10,9% quest'anno e al 10,6% il prossimo. Sempre fredda sembra invece destinata a restare l'inflazione: per i prezzi al consumo italiani il Fondo stima un aumento dell'1,1% nella media del 2018 e dell'1,3% nel 2019.

Gli esperti del Fondo avvertono tuttavia che l'economia italiana rischia di pagare "un dazio" all'incertezza politica. L'avvertimento e' contenuto nel Rapporto sull'economia mondiale del Fondo monetario internazionale, che accomuna il nostro Paese a Brasile, Colombia e Messico.    "L'incertezza politica", si legge nel World economic outlook che cita l'Italia insieme a queste tre nazioni, "accresce anche i rischi per la realizzazione delle riforme o la possibilità di un riorientamento delle agende politiche nell'ambito di prossime elezioni o nell'immediato periodo successivo". Inoltre, aggiungono più in generale i tecnici dell'Fmi, "governance debole e corruzione su larga scala possono anche minare la fiducia e il sostegno popolare per le riforme, facendo pagare dazio all'attività economica”.

            Quanto all’economia mondiale, l’Fmi spiega che la ripresa economica "si allarga e si rafforza" ma all'orizzonte non mancano i rischi: dal populismo a una possibile guerra commerciale. Nel 2018 il Pil globale crescerà del 3,9% sia quest'anno che il prossimo, con un miglioramento dello 0,2% per entrambi gli anni rispetto alle stime diffuse a ottobre. "Un andamento così diffuso e forte della crescita", scrivono i tecnici di Washington, "non si vedeva sin dal forte rimbalzo iniziale del 2010 dopo la crisi finanziaria del 2008-2009".   

A trascinare la crescita è stato l'andamento superiore alle attese di Eurozona, Giappone, Cina e Stati Uniti, oltre che di molti emergenti e Paesi in via di sviluppo. Nel dettaglio, le economie avanzate cresceranno del 2,3% quest'anno e del 2% il prossimo: rispetto a ottobre la revisione al rialzo e' pari allo 0,5 e allo 0,4%. Il pil statunitense accelererà rispettivamente al 2,9 (+0,6%) e al 2,7% (+0,8%), quello di Eurolandia al 2,4 (+0,5%) e al 2% (+0,3%), trainato dalla Germania (+2,5 e +2%). L'economia cinese è invece vista in leggera decelerazione rispetto al 2017: con un aumento del Pil del 6,6% (+0,1%) nel 2018 e del 6,4% (+0,1%) nel 2019. (AGI)



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