Dj Fabo: il pm, "Cappato ha rispettato la sua volontà di morire"

Cappato non ha rafforzato il proposito suicida di Fabiano, ha semplicemente rispettato la sua volontà: è un passaggio cruciale della requisitoria del pm di Milano, Sara Arduini, davanti alla Corte d'assise chiamata a giudicare l'esponente radicale Marco Cappato per il reato di "aiuto al suicidio" in relazione alla morte in una clinica svizzera di Fabiano Antoniani, detto Dj Fabo, rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale. Nel suo intervento, Arduini ha sottolineato la tenace determinazione di Dj Fabo nel voler andare a morire in Svizzera" tanto che lui stesso disse: "Se non riesco a farlo, chiamo un sicario per uccidermi". Fabiano, cosi' lo ha chiamato nel corso della sua requisitoria il pubblico ministero, "descriveva la sua vita come un inferno insopportabile e alla fidanzata Valeria, che si sentiva sconfitta dalla sua scelta di morire, rispondeva che per lui quella sarebbe stata una vittoria". Secondo la rappresentante della pubblica accusa, Antoniani era "capace di intendere e di volere, non ci sono dubbi su questo" quando, "ancora prima di rivolgersi a Cappato", aveva deciso di informarsi sulla possibilità di andare a morire nella clinica "Dignitas" a Zurigo. Secondo Arduini, l'articolo 580 del Codice penale, che prevede il reato di 'aiuto al suicidio', "va interpretato in senso restrittivo nel senso che l'agevolazione al suicidio deve riguardare il momento esecutivo, non tutte le azioni pregresse che costituiscono attivita' penalmente irrilevanti". E, in questo senso, "Cappato non ha avuto alcun ruolo nella fase dell'esecuzione del suicidio". Dopo Arduini, ha preso la parola il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano che ha anticipato la richiesta di assoluzione per Cappato e, in subordine, la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale per valutare la legittimità dal punto di vista della Carta fondamentale dell'articolo 580. Anche se, ha sottolineato, c'e' la possibilita' di "un'interpretazione che salvi questa norma nel nostro ordinamento" se interpretata anche in senso conforme al quadro normativo europeo. Il magistrato ha ricordato che questo articolo venne introdotto dal codice Rocco nel 1930 quando "l'età media era 47 anni, si veniva dalla prima guerra mondiale e l'influenza spagnola aveva ucciso circa 700 mila persone. In quella situazione il suicidio veniva interpretato come un atto lesivo solo verso le persone sane perchè Fabiano nel 1930 non sarebbe sopravvissuto nemmeno un'ora, sarebbe morto di infezioni oppure della bruttissima polmonite che lo ha colpito durante il ricovero".



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