Dieselgate: media, per anni in Olanda test su animali e umani

In Olanda per anni sono stati condotti test su animali ed esseri umani per studiare gli effetti dei gas di scarico delle auto diesel. Lo hanno riferito scienziati ai media olandesi, alla luce dello scandalo scoppiato in Germania per esperimenti simili.
    Nel 2006 volontari sono stati esposti a emissioni diluite di un motore diesel per un massimo di due ore, ha riferito il quotidiano olandese Nrc. Si tratta, ha precisato il tossicologo dell'Istituto nazionale olandese per la Salute pubblica (Rivm), Flemming Casse, di emissioni simili a quelle respirate ogni giorno in una città trafficata o vicino alle autostrade. Per l'esperto, le polemiche sollevate in Germania e Usa sono "una tempesta in un bicchiere d'acqua".
    Stesso tono ha usato il professore di tossicologia Paul Borm che, alla tv pubblica olandese (Nos), ha confermato di aver lui stesso "condotto dei test per il Rivm, qualche volta con i topolini, altre con i ratti e sì, occasionalmente con le persone". Sono esperimenti, ha sottolineato Casse, portati avanti in base a regole molto rigorose e dietro approvazione di un comitato medico etico. "Le persone - ha aggiunto - non si devono ammalare a causa delle nostre ricerche".
    Lo scandalo è scoppiato dopo la rivelazione che scienziati americani nel 2014 hanno sottoposto 10 scimmie a un test, chiudendole in celle stagne e costringendole a respirare gas di scarico di un motore diesel di un Maggiolino Volkswagen. Inoltre si è scoperto che un gruppo di ricerca, finanziato da VW, Daimler e Bmw, ha ordinato uno studio in Germania sugli effetti dell'inalazione di diossido azoto su 25 volontari umani.

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