Consip: Sessa non risponde al gip, Scafarto respinge accuse

Rischiano entrambi la sospensione dall'incarico per un anno ma hanno deciso di difendersi in modo differente: gli ex ufficiali del Noe Alessandro Sessa (colonnello) e Gianpaolo Scafarto (maggiore), accusati del reato di depistaggio perché il primo avrebbe cancellato alcuni messaggi whatsapp, concernenti le indagini su Consip, dalla memoria del suo cellulare con l'aiuto del secondo, sono comparsi oggi davanti al giudice Gaspare Sturzo dopo la richiesta di misura interdittiva avanzata dalla Procura. Sessa ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere ma ha presentato una memoria per sottolineare che è in aspettativa da diversi mesi, da quando, cioè, è finito sotto inchiesta nell'ambito degli accertamenti Consip e che un provvedimento di sospensione a suo carico sarebbe superfluo; dal canto suo, Scafarto ha risposto alle domande del gip relativamente alle esigenze cautelari ed ha consegnato un documento di 25 pagine nelle quali è tornato ad esaminare tutti gli episodi oggetto di contestazioni (un paio di falsi e rivelazioni del segreto d'ufficio) da parte della Procura. Il gip Sturzo scioglierà la riserva nei prossimi giorni. 

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it