Facebook crolla in Borsa dopo scandalo Cambridge Analytica: -5%

Facebook crolla in Borsa dopo scandalo Cambridge Analytica: -5%

Facebook crolla in apertura a Wall Street dopo lo scandalo Cambridge Analytica. Il prezzo delle azioni del 're' dei social network è precipitato in apertura a Wall Street, influenzato dalle rivelazioni sulla violazione di milioni di profili di elettori americani da parte della società Cambridge Analytica. Pochi minuti dopo l'avvio delle contrattazioni alla Borsa di New York, il titolo ha iniziato a scendere in picchiata e, dopo poco più di un'ora, perde il 5,60% a 174,72 dollari, trascinando giù il Nasdaq, l'indice dei principali titoli tecnologici.

Cambridge Analytica, secondo le dichiarazioni del 'whistleblower' Christopher Wylie, avrebbe sfruttato i dati personali di oltre 50 milioni di utenti di Facebook al fine di ottimizzare la portata della propaganda politica di Donald Trump nella campagna elettorale delle ultime elezioni americane. Secondo quanto emerso - rivelato in esclusiva dai quotidiani 'The Observer, -The Guardian e New York Times - i dati sarebbero stati raccolti senza che gli interessati ne avessero consapevolezza e in modi che violano le condizioni di utilizzo di Facebook, che nel frattempo ha 'sospeso' Cambridge Analytica vietandole l'accesso alla piattaforma.

Per accedere ai dati, Cambridge Analytica avrebbe sfruttato un'applicazione chiamata 'thisisyourdigitallife' e presentata a Facebook e ai suoi utenti come uno strumento per ricerche psicologiche la cui raccolta dati sarebbe servita per fini esclusivamente accademici (una sorta di test che prometteva di rivelare alcuni lati della personalità). Scaricata da oltre 270 mila persone, la app avrebbe consentito - attraverso le posizioni geografiche, le pagine seguite, i contenuti a cui gli utenti mettevano i 'mi piace' e anche le attività degli amici - di accedere ai loro dati e a quelli di 'amici' e 'contatti' di Facebook, innescando una reazione a catena che ha permesso di raccogliere informazioni personali di oltre 50 milioni di persone. 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it