Afghanistan: attentato contro centro culturale sciita, 40 morti

Afghanistan: attentato contro centro culturale sciita, 40 morti

Almeno 40 morti e oltre una trentina di feriti, di cui cinque in condizioni gravissime: è il bilancio di un attentato suicida che ha preso di mira un centro culturale sciita di Kabul e l'agenzia di stampa Ava (Afghan Voice Agency) che ha sede nelle immediate vicinanze. Un kamikaze si è fatto saltare in aria e poi ci sono state altre due esplosioni che non hanno causato vittime. Un giornalista di Afghan Voice è morto e altri due sono rimasti feriti.

L'attentato non e' stato rivendicato da nessun gruppo terrorista: i talebani ne hanno preso le distanze con un tweet e si sospetta che possa esserci la mano di Khorasan, il braccio afghano dell'Isis, che spesso attacca obiettivi sciiti. Un portavoce del ministero degli Interni ha spiegato che "l'obiettivo dell'attacco era il centro culturale Tabayan dove era in corso una cerimonia per ricordare il 38mo anniversario dell'invasione sovietica" del 1979. Erano presenti anche molti studenti. 

Fra le vittime ci sono donne e bambini. "Eravamo nella sala, in seconda fila, quando l'esplosione è avvenuta alle nostre spalle. Dopo, fuoco e fumo nella stanza", ha raccontato Mohammad Hasan Rezayee, uno studente che ha riportato ustioni sul viso e sulle mani. "Era il caos, tutti urlavano e piangevano, la gente andava nel panico, tutti chiedevano aiuto", ha detto, aggiungendo che donne e bambini erano tra le vittime.

I media afghani sono stati precedentemente presi di mira da militanti, evidenziando i rischi affrontati dai giornalisti nel Paese dilaniato dalla violenza. A novembre un attacco contro l'emittente afghana Shamshad TV a Kabul, rivendicato dall'Isis, aveva causato un morto e una ventina di feriti. L'Isis ha anche rivendicato l'attacco di lunedì all'agenzia di spionaggio della Direzione nazionale della sicurezza, attraverso il suo braccio di propaganda Amaq. 



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