Il centrodestra sale ancora, ma oggi non vincerebbe nessuno (nemmeno coi nuovi collegi)

La geografia dei nuovi collegi e la suddivisione dei seggi secondo le ultime rilevazioni 

Il centrodestra sale ancora, ma oggi non vincerebbe nessuno (nemmeno coi nuovi collegi)

La Supermedia di questa settimana conferma le tendenze emerse settimane scorse, all’indomani delle elezioni in Sicilia
 

• Il centrodestra è in crescita, soprattutto grazie a Forza Italia che oggi vale quasi 2 punti più della Lega Nord ed è la prima coalizione con quasi il 36% dei voti (virtuali).

• Il Movimento 5 stelle rimane stabile al 27%, leggermente in calo rispetto a un mese fa (-0,7%)

• Continua a calare il PD, che perde oltre due punti in un mese ed è oggi al 24,4%; ma il centrosinistra come coalizione (contando anche Alternativa Popolare e altri soggetti minori, da quello di Pisapia agli europeisti di Bonino-Della Vedova) di ferma poco sotto il 30%.

• La sinistra va verso la costituzione di una lista unica comprendente anche Sinistra Italiana e i civatiani di Possibile, dopo la rottura definitiva delle trattative tra i bersaniani di MDP e il Partito Democratico.


Tripolarismo imperfetto: nessuna maggioranza

 

Come mostrano i nostri grafici interattivi, tutto questo si traduce in una sorta di “tripolarismo imperfetto” che ad oggi non produrrebbe una maggioranza in Parlamento.

L’ultimo grafico rappresenta la nostra proiezione in seggi alla Camera dei Deputati, applicando i dati della Supermedia di oggi ai nuovi collegi disegnati dalla commissione tecnica e inoltrati alle commissioni Affari costituzionali delle Camere la settimana scorsa.  Come si vede chiaramente, nessuno dei tre poli raggiunge la maggioranza assoluta di (almeno) 316 seggi. Se i risultati fossero questi, si renderebbe necessario (di nuovo) un governo frutto di un accordo trasversale tra centrosinistra e centrodestra – stante l’isolamento del M5S.

La quota di seggi occupata dai partiti di centrodestra sarebbe la più numerosa, ma anche – allo stesso tempo – la più “frammentata”: ad oggi non vi è infatti un partito predominante come possono esserlo il PD o il M5S nei rispettivi schieramenti, e l’identità dei candidati che saranno eletti nei collegi uninominali (126 secondo la nostra stima attuale) ad oggi è in tutto e per tutto un’incognita: ne servirebbero almeno 80 per raggiungere la maggioranza con un accordo trasversale PD-Forza Italia.


La geografia dei nuovi collegi

Per capire come mai questo al momento appare improbabile, bisogna guardare la geografia del voto. Questa è la nostra mappa dei risultati nei singoli collegi, tratta dal super-dettagliato Dossier Rosatellum realizzato da YouTrend per la società Reti.

 

La mappa è aggiornata con i nuovi collegi disegnati dalla commissione tecnica e per il momento ancora provvisori. Come abbiamo già spiegato, i cambiamenti rispetto al disegno precedente dei collegi che era stato preso come modello (risalente al 1993 e che riguardava il Senato) sono pochi, e riguardano essenzialmente quelle regioni che per motivi demografici si sono visti aumentare (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) o diminuire (Sicilia, Umbria, Basilicata) il numero dei collegi.

Questa mappa ci dice diverse cose. In primis, che la situazione è tutt’altro che blindata: ben 89 collegi (su un totale di 232) risultano pienamente contendibili, perché il distacco “proiettato” tra la prima e la seconda coalizione è di pochi punti percentuali; a livello di collegio ciò vuol dire che poche migliaia di voti potranno fare la differenza, e potranno fare la differenza un buon candidato e una buona campagna territoriale. La seconda osservazione importante è che quasi la metà di questi collegi contendibili si trovano al Centrosud (da Roma in giù, per intenderci) e nelle isole: in questa parte del paese il risultato è contendibile in quasi un collegio su due (41 su 91).

Infine, e questo ci aiuta a rispondere al dubbio di cui sopra: gran parte dei collegi più “blindati” per il centrodestra si trova nelle regioni settentrionali, dove è facile prevedere che la Lega Nord riuscirà a fare la parte del leone ottenendo almeno la metà delle candidature di coalizione. In questo scenario, un accordo trasversale sembra alquanto difficile. Ma la campagna elettorale è appena iniziata, e sicuramente nelle prossime settimane assisteremo a dei nuovi sviluppi.



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