L'alleanza giallo-verde guadagna consensi (molto per merito della Lega)

Questa settimana il partito di Salvini, neo ministro dell’Interno, raggiunge un impressionante 25,3%,  in aumento di  8 punti rispetto alle Politiche. Complessivamente quindi i due partiti di maggioranza raccolgono oltre il 56% dei consensi. La Supermedia di Agi

L'alleanza giallo-verde guadagna consensi (molto per merito della Lega)
Andreas SOLARO / AFP
Giuseppe Conte, Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Giancarlo Giorgetti (AFP)

Il Governo Conte è ufficialmente entrato in carica, dopo aver ottenuto la fiducia al Senato martedì e alla Camera il giorno dopo. Possiamo quindi dichiarare ufficialmente chiusa la lunga transizione che ha portato alla formazione del nuovo governo ben tre mesi dopo le elezioni politiche del 4 marzo.

Da questo momento si entra in un paradigma diverso: Movimento 5 Stelle e Lega non sono più due partiti come gli altri, che trattano per formare un nuovo esecutivo, ma sono – a tutti gli effetti – i due nuovi partiti di governo, e nella nuova dinamica maggioranza/opposizione della XVIII legislatura saranno loro a costituire la maggioranza (laddove tutti gli altri partiti, magari con sfumature diverse, costituiranno invece l’opposizione).

Questo si rifletterà anche sulle nostre analisi: a partire da questa settimana, nella nostra Supermedia riprenderemo i confronti con il dato delle due settimane precedenti, piuttosto che con quello delle Politiche del 4 marzo. Anche perché in questi tre mesi sono successe molte cose, e non avrebbe più senso tenere ulteriormente in primo piano il paragone con quel dato. Sarà invece interessante riprendere ad analizzare, primariamente, le tendenze di medio periodo. Tendenze che, come è sempre stato anche in passato, saranno comunque in grado di dirci in che direzione soffia il vento dell’opinione pubblica.

La qual cosa si verifica anche questa settimana: ad esempio, notiamo che il M5s perde ancora, scendendo sotto il 31% per la prima volta dall’inizio della nuova legislatura (30,9% per l’esattezza). Non è un dato allarmante, e nemmeno univoco: alcuni istituti di sondaggio (SWG ed Euromedia) mostrano, nella loro rilevazione di fine maggio/inizio giugno, addirittura un aumento rispetto al dato precedente. Un possibile indizio che il trend negativo si possa invertire con la nascita del governo Conte, grazie a un senso – diffuso – di “sollievo” dopo tre mesi di incertezza? È ancora presto per scoprirlo. Di certo non è troppo presto per constatare come, anche questa settimana, il trend della Lega si confermi in forte crescita.

Questa settimana il partito di Salvini, neo ministro dell’Interno, raggiunge un impressionante 25,3% – in aumento di 2,4 punti rispetto a 15 giorni fa e di ben 8 rispetto alle Politiche. Complessivamente quindi i due partiti di maggioranza raccolgono oltre il 56% dei consensi. Sarà interessante capire se, ora che è nato il nuovo governo, la Lega riuscirà a insidiare il primato del Movimento oppure se entrambi vedranno i loro consensi “appiattirsi” sui valori attuali, magari perché incalzati dalle opposizioni.

Già, “le” opposizioni: usiamo il termine al plurale perché non esiste un unico fronte compatto. Durante il dibattito parlamentare sulla fiducia, il confronto verbale più aspro è stato quello con il Partito Democratico, che mostra leggeri – e forse poco significativi, almeno per il momento – segnali di ripresa (+0,4%).

Anche Forza Italia e Liberi e Uguali hanno negato la fiducia al nuovo governo, con toni ben poco accomodanti, ma non potrebbero certo essere messi insieme al PD in un unico fronte anti-governativo. Dovranno anzi fare attenzione a non farsi “schiacciare” nella dinamica maggioranza/opposizione, che storicamente tende a bipolarizzare il dibattito e con esso le preferenze degli elettori.

Discorso ancora diverso per Fratelli d’Italia, che continua a pagare lo stato di salute di Salvini e potrebbe trovare conveniente (nonostante le voci su un ingresso di suoi esponenti al governo) monopolizzare l’opposizione a Conte “da destra”, come fece lo stesso Salvini ai governi di larghe intese a cui l’alleato PDL prese parte.

Il nostro grafico sulle aree politiche suggerisce inoltre un elemento non secondario: e cioè che se consideriamo le coalizioni così come si sono fronteggiate il 4 marzo, il centrodestra continua ad essere di gran lunga quella di maggioranza relativa. Questa settimana vale oltre il 41%, un punto in più della settimana scorsa e ben 4 rispetto alle Politiche.

Ecco quindi un’altra dinamica da tenere d’occhio in questa legislatura: la tentazione di Salvini di far saltare il tavolo, laddove si presentasse l’occasione, e andare ad elezioni provando a vincerle da “dominus” del centrodestra e non più da partner di minoranza (a livello di voti e di seggi) di un alleato ingombrante e per tanti versi “innaturale” come il M5S.

Certo, non è detto che far cadere il governo si riveli una buona idea. Prima di far ripiombare gli italiani in un’ennesima campagna elettorale, con la concreta possibilità di ritrovarsi ancora una volta in una situazione di stallo come quella che ci siamo appena lasciati alle spalle, tanto Di Maio quanto Salvini ci penseranno due volte. Anche perché, dalle primissime rilevazioni, sembra che questo nuovo governo agli italiani non dispiaccia poi tanto.

Una prima rilevazione, effettuata da EMG per la trasmissione “Cartabianca” nei giorni successivi al giuramento di Conte al Quirinale, promuoveva il nuovo governo: 41% di giudizi positivi, 33% di negativi. Anche secondo Demopolis i giudizi positivi verso Conte superano quelli negativi. Un ulteriore sondaggio, apparso ieri su “La Stampa” e curato dall’istituto Piepoli, è ancora più benevolo: ben il 51% degli intervistati dichiara di avere molta o abbastanza fiducia nel nuovo esecutivo, contro il 40% che ne ha poca o nessuna.

SONDAGGIO PIEPOLI

Lo stesso sondaggio mostra anche come si sia definitivamente chiusa (per fortuna, occorre dire) anche la breve ma violenta parentesi polemica di M5S e Lega contro il presidente Mattarella, “reo” di essersi opposto alla nomina di Paolo Savona al ministero dell’Economia e di aver dato l’incarico di formare il governo a Carlo Cottarelli prima che (ri)tornasse attuale l’ipotesi Conte. Secondo Piepoli, il 77% degli italiani ritiene che il Quirinale abbia agito pienamente nel rispetto delle regole della Costituzione, mentre solo il 13% pensa il contrario.

Nei prossimi giorni vedremo più compiutamente – anche alla luce dell’esito del primo turno di elezioni amministrative che si terranno questa domenica – quali saranno le ricadute sull’opinione pubblica della “fine dello stallo”.



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