Supermedia Agi: Pd e M5S continuano a perdere consensi

Il centrodestra e Mdp rosicchiano elettori ai due maggiori partiti

Supermedia Agi: Pd e M5S continuano a perdere consensi

La cronaca politica dell’ultima settimana è stata – quasi – monopolizzata dalle molte anticipazioni del libro di Matteo Renzi, pubblicate da quasi tutti i quotidiani. Se l’intento dell’ex premier era quello di riguadagnare centralità nel dibattito pubblico, si può ben dire che ci sia riuscito. Ma se l’intento era anche quello di far crescere i consensi al PD, il bilancio è meno positivo, almeno per adesso.

La Supermedia di oggi è, infatti, incredibilmente simile a quella della settimana scorsa, nonostante nel frattempo siano stati pubblicati ben 4 sondaggi nazionali (degli istituti SWG, EMG, Demopolis e Piepoli). Il PD è al 27,7%, in calo di oltre un punto rispetto a un mese fa; ciò nonostante, in questo lasso di tempo c’è stato un (ri)sorpasso dei democratici nei confronti del Movimento 5 stelle, che hanno perso 1,8 punti e sono al 27,2%.

Nel centrodestra la Lega è davanti a Forza Italia (13,9 contro 13,6 per cento), con Fratelli d’Italia fermo al 4,5%. Insieme, i tre partiti dell’area valgono quasi esattamente un terzo dell’elettorato (32%), in crescita di quasi due punti in un mese.

Tra i “piccoli”, sembrano in buona forma gli ex PD di MDP, che arrivano a sfiorare il 4% beneficiando, forse, di alcuni scivoloni comunicativi del PD e dell’iniziativa a Roma con Pisapia. Mentre Alternativa Popolare e Sinistra Italiana sono ancora sotto la soglia critica del 3% – rispettivamente al 2,6 e 2,5 per cento.

 

Essendo da poco giunti al giro di boa di questo 2017, può essere interessante guardarsi alle spalle e contemplare ciò che è avvenuto in questi primi sei mesi dell’anno. Lo facciamo con questo grafico che riprende tutti i valori settimanali della nostra Supermedia.

Il grafico ci racconta quella che è un po’ la “storia” di questa prima parte di 2017: fino a febbraio il PD era ancora piuttosto saldamente in prima posizione, addirittura sopra il 30%. La scissione che ha dato vita ad Articolo 1 – MDP ha danneggiato i democratici, che a fine marzo erano scesi al 25,6%, tre punti sotto il M5S. La mobilitazione per il congresso e le successive primarie, stravinte da Renzi con il 70%, hanno riportato il PD in alto, nuovamente su valori (intorno al 29%) in grado di contendere il primato ai pentastellati. Da quel momento e fino ad oggi i due partiti sono testa a testa, entrambi in lieve calo, accentuato all’indomani dei risultati delle recenti Amministrative, poco entusiasmanti per entrambi.

Tutti gli altri partiti, a cominciare dal centrodestra, hanno mostrato nel frattempo una incredibile stabilità, senza crescere né salire significativamente. Dopo le Amministrative, sia Forza Italia che la Lega hanno guadagnato mediamente un punto percentuale rispetto ai valori su cui avevano viaggiato fino a quel momento. Interessante anche la dinamica di MDP: accreditato inizialmente di un buon 4-5%, il soggetto di Bersani e Speranza è poi andato calando progressivamente fino a piazzarsi poco al di sopra del 3%, in modo speculare all’andamento del PD.