L’arte dei graffiti sta diventando una terapia di tendenza. Tra i pensionati

Dal Portogallo al Brasile, dalla Spagna agli Stati Uniti; il progetto “Lata65” sta conquistando il mondo

graffiti terapia anziani

Per capire come sia scoccato lo strano amore tra bombolette spray e pensionati, dobbiamo fare un passo indietro, al luglio 2011 e spostarci virtualmente a Covilhã, una piccola città rurale a metà strada tra Porto e Lisbona.

In quei giorni, nella piccola città portoghese, conosciuta soprattutto per la produzione di lana, andava in scena la prima edizione di “Wool”, un festival di street art e arte contemporanea, nato per far rivivere sui muri la storia e la cultura locale.

Il nome del festival infatti, è proprio un gioco di parole tra la parola inglese “wool” (lana) e “wall” (muro).  

Lara Seixo Rodrigues, ideatrice del festival e curatrice del progetto “Lata65”, si rese conto, a sua gran sorpresa, che l’energia colorata che inondava le strade della città, aveva stregato principalmente quella parte di popolazione dalla carta d’identità un po' consumata.

La collaborazione tra gli organizzatori e gli anziani abitanti, si fece giorno dopo giorno sempre più intensa, al punto da trasformare quest’ultimi, da semplici spettatori a veri e propri art directors.

“Sono diventati i nostri compagni “ dice Lara “ogni giorno si fermavano con noi per raccontarci storie locali e darci consigli sulla realizzazione dei murales”. Da lì l’idea: perché non creare il primo corso al mondo di street art per persone con più di 65 anni?

Da quel lontano 2011, quest’idea stravagante, ha fatto molta strada e parlato molte lingue differenti. Centinaia di over 65 di tutto il mondo si sono già sporcati di colori, creatività e spensieratezza, e molti altri lo faranno presto.

Il successo di questo progetto risiede proprio nella possibilità di creare inclusione e generare emozioni. La solitudine è stata confermata una delle malattie più diffuse del nostro tempo, specialmente tra i pensionati.

Queste immagini invece, oltre ad insegnarci che la cooperazione tra generazioni può dare vita a storie straordinarie dal forte impatto sociale, dimostrano anche che l’arte è sempre più una preziosa risorsa dalle innumerevoli virtù curative.

Sicuramente il progetto “Lata65” non è la soluzione a questo complesso problema contemporaneo, ma il fatto che rappresenti una chiave creativa in grado di ispirare e generare nuove idee utili per combatterlo, nessuno può più metterlo in dubbio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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