Che è successo all'Internet Governance Forum delle Nazioni Unite

A Ginevra dal 19 al 21 dicembre si sono svolti gli stati generali della rete: i dibattiti più interessanti su fake news e sicurezza del cyberspace, ma la vera sfida è far emergere nuovi leader digitali fra le generazioni più giovani

 

Internet è cambiata moltissimo nei 12 anni da quando si iniziò l'Internet Governance Forum ad Atene nel 2006; in quell’anno si arrivò a raggiungere il primo miliardo di utenti di Internet a livello globale mentre oggi la utenza di Internet ha raggiunto il traguardo della metà della popolazione mondiale. Altro cambiamento quantitativo e qualitativo è stato collegato al successo commerciale delle così dette Over The Top e alla espansione delle reti sociali. Certe evoluzioni si sono espanse sensibilmente negli ultimi due o tre anni e nello IGF di questo anno ho potuto constatare tale accelerazione.Le sessioni più interessanti alle quali ho partecipato, sono state le seguenti: Impact of Digitalization on Politics, Public Thrust & Democracy; Empowering Global cooperation on Cybersecurity for Sustainable Development & Peace; NRI Perspectives: Rights in the Digital World

 

La prima sessione ha visto una carrellata di relatori di primo ordine a partire da rappresentanti delle Nazioni Unite, di governi, di esperti di media e politologi. Il tema intorno al quale si è dibattuto di più è quello delle fake news, le reti sociali e gli effetti sulla democrazia e in particolare nei momenti elettorali. Quali rimedi si possono praticare per attenuare la accelerazione attuale causata da un uso distorto delle piattaforme comunicative della Rete; come riportare il discorso politico in una direzione positiva lasciando ovviamente libertà di opinione? Non ci sono state soluzioni ottimistiche ma si è riconosciuto che occorre investire moltissimo in cultura, in educazione, etica e integrazione positiva dei media (televisione, giornali e Rete) al fine di avviare un inversione di rotta.

La seconda sessione sulla cybersecurity è stata di alto livello come la prima e le risorse da investire sono apparse molto impegnative per raggiungere un miglioramento condiviso sul quale non esiste neppure un obiettivo condiviso. Le parole chiave sulle quali si è elaborato sono state: Cyberspace, sicurezza nei paesi e condivisa a livello globale. Attualmente abbiamo raggiunto un numero di utenti pari alla metà delle popolazione mondiale; ovviamente questa percentuale non è vicina ad essere distribuita in modo uniforme e quindi gli stati considerano in modo diverso i problemi relativi alla sicurezza del cyberspace. Oggi in certi ambienti si parla di Citizenship con un idea che i cittadini del cyberspace possano avere diritti universali. Ho detto “certi ambienti” ma una cosa è certa: tra questi non ci sono i governi i quali, nella situazione attuale, con le problematiche descritte sopra, intendono la sicurezza del cyberspazio in modo diverso: certamente, ed è apparso chiaro nella riunione, per paesi in via di sviluppo con utenze ridotte di Internet e per paesi con un concetto di democrazia diverso dal nostro, come hanno evidenziato i rappresentanti di Russia e Cina. Qui c’è un errore di fondo nel definire gli aspetti che fanno parte della sicurezza di Internet. Da un punto di vista dell’Internet di oggi si dovrebbe includere l’aspetto del funzionamento della rete, l’aspetto della protezione dei dati di varia natura e aspetti di protezione degli utenti anche per aspetti connessi ai diritti. I governi tendono ad allargare lo spettro delle tematiche e si è parlato di cyber war, di contrasto al terrorismo che non dovrebbe avere a che fare con la sicurezza della rete ma non è così perché si parla allora di possibilità di criptaggio, oppure di non ammettere l’anonimato e anche di controllo delle informazioni che gli utenti si scambiamo tra loro. Sono state fatte domande se le Nazioni Unite potrebbero promuovere la costituzione di una organizzazione dedicata alla sicurezza del cyberspace. La risposta è stata che un accordo in questo senso non è possibile raggiungerlo. Negli anni recenti si è parlato di tendenze di frammentazione dell’ecosistema Internet e questo in parte è in atto.In sostanza non si può confondere la sicurezza del cyberspazio con la sicurezza dei ministeri degli interni dei singoli stati.

La terza sessione ha riguardato la integrazione entro lo IGF delle Nazioni Unite delle Iniziative Nazionali e Regionali che si tengono ogni anno in preparazione degli IGF globali. Questo anno lo IGF Italia si è svolto a Bologna il 20 e 21 novembre scorso e a Ginevra si sono svolti confronti ed esperienze con circa 35 altri IGF nazionali distribuiti in tutti i continenti. Di fatto, dopo la estensione  approvata nel 2015 della vita degli IGF per un decennio, anche gli IGF nazionali hanno continuato ad esistere (il primo IGF Italia fu realizzato nel 2008). Ho svolto questa funzione di reporting con Concettina Cassa di AGID.  Da notare che già lo scorso anno lo IGF aveva promosso la formazione di Youth IGF nazionali e questo è stato promosso nelle edizione di questo anno a Bologna; questa iniziativa ha lo scopo di favorire la creazione di nuovi leader e promuovere quindi il confronto tra generazioni con particolare attenzione ai nativi digitali.

 

 



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