L'italiano che ha trasformato gli oggetti in strumenti di controllo

Bruno Zamborlin, 35 anni, a Londra ha lanciato la sua seconda startup. Con la prima trasformava gli oggetti in musica. Con questa, 4 anni dopo, trasforma tutti gli oggetti in controller 

L'italiano che ha trasformato gli oggetti in strumenti di controllo 

Un imprenditore italiano ha lanciato a Londra un sistema per trasformare tutti gli oggetti in strumenti di controllo. Lui non è del tutto nuovo al mondo delle startup italiane: si chiama Bruno Zamborlin, ha 35 anni, e in Gran Bretagna aveva già fondato un'altra azienda, Mogees, che era riuscita a brevettare un sistema per trasformare gli oggetti in strumenti musicali.

Attraverso l’uso di sensori e grazie ai nuovi sviluppi dell’intelligenza artificiale, con HyperSurfaces Zamborlin estende le potenzialità di Mogees e consente agli oggetti a cui vengono applicati i sensori di diventare qualcos’altro. HyperSurfaces, rivela l’azienda, è in grado di trasformare un tavolo da cucina in un controller per le luci e il termostato di casa; il pavimento in un sistema di sicurezza in grado di distinguere i passi di un ladro da quelli di un gatto; il cruscotto di un’automobile in un pannello di controllo, senza bisogno di pulsanti o manopole.

"Hai presente la batteria dei Depeche Mode?"

Quando intervistai Zamborlin per la prima volta, era il 2013, aveva appena lanciato la sua Mogees e raccontò che l'idea gli venne in discoteca: "Un dj si agitava per mixare i pezzi alla console. Muoveva le braccia in maniera vigorosa, anche un po’ goffa. A un ricercatore però questo oltre a fare sorridere fa venire qualche domanda. E se quei tocchi, quei movimenti suonassero davvero?".

Lui ci provò. E ci riuscì. E alla domanda di spiegare con un esempio concreto come funzionasse Mogees rispose: "Hai presente la batteria elettronica dei Depeche Mode? Beh il principio non è diverso. In base al tocco si dà tipo e intensità del suono. Solo che con Mogees è applicabile a scale potenzialmente infinite di oggetti".

Zamborlin è di Lonigo, provincia di Vicenza. Da lì si è trasferito prima a Parigi per studiare intelligenza artificiale all’istituto di ricerca del suono e dell’acustica Ircam, e poi a Londra all’università Goldsmiths.

Qualsiasi oggetto può diventare intelligente

In questi anni ha creato con il suo team degli algoritmi di reti neurali in grado, attraverso dei sensori, di individuare e sfruttare le vibrazioni che ricevono gli oggetti fisici, convertendoli in comandi digitali. La società, che oggi si è presentata a Londra, racconta che questa tecnologia è in grado di abilitare un nuovo paradigma di interazione tra uomo e oggetti: “Qualsiasi oggetto nel mondo fisico diventa intelligente. Ogni spazio diventa smart. HyperSurfaces si ripropone di rivoluzionare il modo in cui viviamo, diffondendo il mondo dei dati in qualunque oggetto attorno a noi".

Welcome to HyperSurfaces from HyperSurfaces on Vimeo.

Mogees, lanciata nel 2013, quando Zamborlin aveva 30 anni e aveva da poco il ciclo di studi, aveva raccolto per svilupparsi circa 3 milioni di euro di investimenti privati, soprattutto tra business angels, e diverse campagne di crowdfunding. I fondi raccolti sono stati impegnati nello sviluppo della tecnologia che l’imprenditore, e inventore italiano ha poi usato per la nascita del nuovo progetto. Se un domani dovessimo riuscire ad aprire la nostra macchina sfiorandone il parabrezza, forse sarà anche merito dei suoi progetti. 



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