Per Quinzi un ritorno al futuro NextGen. Il tennis italiano lo aspetta ancora

La promessa azzurra si è qualificata per il 'master under 21' di Milano. Alcuni dei suoi vecchi avversari sono già del campioni

Per Quinzi un ritorno al futuro NextGen. Il tennis italiano lo aspetta ancora
 Afp
 Gianluigi Quinzi

Ritorno al futuro. Gianluigi Quinzi sta vivendo una tempesta di emozioni, più forte di quando si trasferì con la madre il fratello a Bradenton, in Florida, a due passi dalla Bollettieri Academy doveva aveva vinto una borsa di studio del guru Nick, più forte di quando era il re del Bonfiglio e poi di Wimbledon juniores 2013 e quindi numero 1 di categoria, più forte dell’impatto negativo col professionismo, più forte della confusione di 11 coach cambiati (l’ultimo, Gorietti a Foligno) e della nuova consapevolezza dei propri limiti, più forte della rimonta da due set a zero contro il “gemello” Filippo Baldi nelle qualificazioni allo Sporting Basiglio, per conquistare - proprio contro il compagno della trionfale Baby Davis 2012 - l’unica wild card italiana ad accompagnare i magnifici 7 migliori under 21 della classifica mondiale.

Dopo tante difficoltà, e tanti tornei minori che da lunedì ricomincerà a frequentare, da appena numero 306 del mondo, il mancino si è meritato la possibilità di riassaporare per almeno tre partite l’atmosfera dei grandi eventi, i grandi avversari la grande ribalta, i grandi premi. È stato bravo ad approfittare dello scivolone del favorito, Matteo Berrettini, ha lottato, ha risfoderato lo spirito guerriero dei giorni di gloria, ha rilanciato l’orgoglio italico. Grazie a lui non siamo solo gli organizzatori di un evento così nuovo ed importante, non siamo solo la vetrina del tennis che verrà, incluso Sasha Zverev che, già numero 3 del mondo dei grandi, è qualificato al successivo Masters di Londra, ma si presenta comunque alla Fiera di Rho per giocare un’esibizione contro l’altra grande speranza, Tsitsipas. Siamo anche il tennis vero, con giocatori giovani di buon livello, come Berrettini, Baldi e Quinzi, ed altri che incalzano dietro, come Pellegrino e Caruana. Giocatori che stanno cercando la propria identità seguiti da ex tennisti, sempre “made in Italy”, seri e coscienziosi.

La matrice del tennis che verrà è fortemente russa, in modo diretto, per Rublev (n. 37 Atp Tour), Khachanov (45), Medvedev (65), e indiretto per il tedesco Zverev e il canadese Shapovalov (n. 51, di genitori russi), e il kazako Bublik (n. 114, naturalizzato per interesse). Il più solido è chiaramente Zverev, i più affascinanti e creativi sono Shapovalov e Rublev. Di certo, il pubblico - ci si augura folto, giovanissimo e tennista - non si annoierà. Anche perché la nuova regola di punteggio, che l’Atp testerà proprio in questi giorni, renderà avvincenti anche i primi games, visto che sul 3-3 si decidono già col tie-break, come nei Rodeo dei nostri tornei italici. Bello anche il killer point sul 40-40, come la possibilità per il battitore di scegliere il lato di servizio. Sarà curioso vedere come funzionerà l’arbitraggio senza i giudici di linea, sostituiti dall’Occhio di falco, mentre già sappiamo che giocatori e pubblico sono contrari al “no let”, e noi tradizionalisti siamo decisamente avversi al coach in campo al termine di ogni set in uno sport fortemente individuale che insegna a risolversi i problemi da soli. Vedremo se, come appare, il round robin A sarà già deciso con Rublev e Shapavolov nettamente favoriti sul coreano Chung e Quinzi, rispetto al B, dove i valori fra Khachanov, il croato Coric e Medvedev sembrano più equilibrati, con lo statunitense Donaldson outsider.

Per Quinzi un ritorno al futuro NextGen. Il tennis italiano lo aspetta ancora
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 Gianluigi Quinzi

Ma la storia più bella rimane quella italiana, con GQ che ha trovato un po’ di soluzioni al servizio e, senza una palla pesante, deve lavorare sempre tanto da fondocampo. Chissà che tempesta emotiva sta passando il ragazzo che doveva diventare re alla vigilia dei duelli coi vecchi rivali che batteva, come Chung, che superò in finale a Wimbledon. Oggi il coreano con gli occhiali è numero 54 del mondo, e Quinzi è 252 posti più giù, negli inferi della classifica. Chissà, magari, domani, abbiamo visto talmente tante sorprese e tante trasformazioni proprio nel tennis. Forse questo ritorno al futuro ne porterà un’altra. Azzurra.

vincenzomartucci57@gmail.com

 

 

 

  

 

 

 

 

 

   



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