Michelangelo secondo Konchalovsky: "Parlo ai giovani"

Al via lunedì 28 agosto le riprese del film “Il Peccato. Una visione”, una coproduzione Russia-Italia con Alberto Testone, Umberto Orsini, Massimo De Francovich e un cast non professionista

Michelangelo secondo Konchalovsky: "Parlo ai giovani"
 Foto: Vladimir Astapkovich / Sputnik / AFP
Il regista Andrei Konchalovsky (Afp)

A 80 anni compiuti da una settimana, il regista russo Andrei Konchalovsky torna dietro la macchina da presa e si accinge a girare un film, in italiano, su uno dei maggiori artisti di tutti i tempi, Michelangelo Buonarroti. Dopo una lunga preparazione, inizieranno lunedì 28 agosto le riprese del film “Il Peccato. Una visione”, una coproduzione con la Russia, che ha stanziato l'ottanta per cento del budget, l'altro 20 arriva dalla Jean Vigo di Elda Ferri (con Raicinema).

Un cast quasi tutto di non professionisti

Per il ruolo di Michelangelo, Konchalovsky ha voluto Alberto Testone, mentre Umberto Orsini sarà il marchese di Malaspina e Massimo De Francovich vestirà i panni di papa Giulio II. Per il resto del cast il regista ha scelto di lavorare con attori non professionisti. Andrei Konchalovsky, che è anche autore della sceneggiatura con Elena Kiseleva ('Paradise'), ripercorre alcuni dei momenti della vita di Michelangelo, fuori dai canoni del biopic vero e proprio, ma con l’idea della “visione”. Una scelta artistica che pur raccontando fedelmente il tempo - e infatti la produzione si è avvalsa della consulenza di alcuni fra i più qualificati esperti - consente di raccontare liberamente i fatti, con lo sguardo originale ed il talento immaginifico che connota le opere del grande regista, Leone d’Argento a Venezia nel 2016 con 'Paradise' e nel 2014 con 'Le notti bianche del postino'.

La parola a Konchalovsky

Spiega il cineasta russo che quello che vorrebbe trasmettere con questo film "non è solo l’essenza della figura di Michelangelo, ma anche sapori e odori di quell’epoca carica di ispirazione e bellezza, ma anche di momenti sanguinosi e spietati". "Quello che mi ha spinto - aggiunge - è stata la voglia di raccontare al mondo, e ai giovani di oggi che hanno la memoria corta, la grandezza della figura di Michelangelo”.

In un'intervista ad Arianna Finos su Repubblica, il cineasta russo racconta che non si tratta di un biopic. Volevo capire, dice il regista "perché Michelangelo era così pessimista nei confronti del suo periodo storico. È iniziato un viaggio di ricostruzione, degli intrighi politici e storici, della sua vita e del mondo in cui è immerso. Non sono un regista che abbraccia il romanticismo cinematografico, sono più interessato all'odore: dove non c'è odore, non c'è vita. E così mi sono immerso nei fantastici colori, odori, animali, abiti, abitudini per restituire la vita vera di quei tempi durissimi e crudeli - spiega Konchalovsky -.Seguiamo momenti diversi della vita di Michelangelo. Il film l'ho chiamato 'visione' proprio per riallacciarmi a quel genere così popolare in quel tempo".

Il film girato in Italia

Le riprese del film si svolgeranno interamente in Italia per 14 settimane fra la Toscana e il Lazio, nei luoghi di Michelangelo, a partire dal Monte Altissimo (cave Henraux), al Castello Malaspina di Massa e poi a Firenze, Arezzo, Montepulciano, Carrara, Bagno a RipoliPienza, Monte Sansovino, Tarquinia, Caprarola, fra gli altri, e naturalmente Roma.. Prodotto dalla Fondazione Andrei Konchalovsky per il sostegno al Cinema e alle Arti Sceniche e Jean Vigo Italia con Rai Cinema, il film è una co-produzione russo-italiana che segna un passo importante nella collaborazione artistica fra i due paesi.

Parlano i produttori italiani

Elda Ferri, che sarà tra i produttori della pellicola con la Jean Vigo, sottolinea che “questo film, che verrà interamente girato in italiano, ci consente di valorizzare la formula co-produttiva sotto il profilo dei contenuti e degli apporti artistici e tecnici. Questi lunghi mesi di preparazione - aggiunge - oltre a garantire la qualità artistica del film, hanno permesso un'integrazione culturale e commerciale tra i due paesi che riflette lo spirito delle co-produzioni cinematografiche internazionali”.

Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema che produce il film insieme a Jean Vigo, sottolinea che “è una grande operazione culturale, oltre che produttiva per noi è un onore lavorare con un maestro come Konchalovsky, che sceglie di dedicarsi al racconto di uno dei più grandi geni italiani della storia. Il nostro Paese e i nostri talenti riescono ad essere fonte di ispirazione artistica attraversando il tempo e le barriere geografiche”.

 

 



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