La storia di Federica Angeli diventa una fiction (per il cinema)

Arriva in sala il 6 giugno 'A mano disarmata', il film di Claudio Bonivento tratto dal libro autobiografico della giornalista sotto scorta dal 2013 per le sue inchieste sulla mafia di Ostia

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“Io non so se vincere è vederli condannati, ma so che vincere è aver costruito un ‘noi’ e so che ci sono tante persone che hanno rialzato la testa e hanno voglia di combattere esattamente come ho fatto io con tutte le mie paure, rinunciando a una libertà che spero di avervi restituito, miei cuccioli, figli mei. Spero che siate sempre fieri di voi per aver sopportato questa vita capovolta, perché grazie a tutti, dai magistrati ai giornalisti all’associazione che si è costituita, un pezzetto alla volta, possiamo dire di aver sconfitto la mafia”. E’ un messaggio forte, rivolto ai suoi tre figli, quello che Federica Angeli ha mandato ieri sera prima della proiezione in anteprima al cinema Adriano del film ‘A mano disarmata’, basato sul suo libro omonimo e diretto da Claudio Bonivento con Claudia Gerini e Francesco Venditti.

Sotto scorta dal 2013

La giornalista di ‘Repubblica’ che vive a Ostia sotto scorta dal 2013 e ha contribuito con le sue testimonianze e con le sue inchieste a scardinare l’impero mafioso della famiglia Spada, ha raccontato nel suo libro (edito da Baldini e Castoldi) la sua vicenda potente e dolorosa. Una storia che colpisce per l’unicità del soggetto: una donna semplice e gentile, felicemente sposata e con tre figli piccoli, che decide di dire ‘no’ alla violenza e alla mafia seguendo i propri valori e cambiando per sempre la vita sua e della sua famiglia.

Minacciata di morte, Federica Angeli vive sotto scorta dal luglio 2013. I suoi figli, minacciati anch’essi dalle mogli degli Spada che la giornalista ha contribuito a mandare sotto processo, sono sotto scorta da novembre 2018. La sua è una storia di coraggio e di forza morale senza precedenti. Diversa da quella di molti altri colleghi ugualmente coraggiosi come Roberto Saviano, Lirio Abbate, Michele Albanese o Paolo Borrometi. Diversa perché Federica ha una famiglia e la sua scelta ha stravolto la vita dei suoi figli. Ma quella che poteva sembrare una debolezza è diventata il suo punto di forza: la sua battaglia – che negli anni è diventata la battaglia di tutta la gente onesta di Ostia – è fatta prima di tutto per i suoi figli, per insegnare loro la forza dell’onestà e il dovere di combattere prepotenze, ingiustizie e soprusi.

La vittoria di Federica

Federica Angeli è una donna intelligente e lo ha dimostrato anche quando il suo giornale ha deciso di toglierle le inchieste di Ostia per spostarla a Mafia capitale. Altri avrebbero forse alzato la voce, avrebbero parlato a sproposito di censura. Lei invece, da giornalista vera, ha capito che il suo compito era quello di raccontare la verità perché lei è una giornalista. Le sue inchieste e le sue denunce hanno smosso una comunità, hanno permesso agli inquirenti di investigare e di processare i mafiosi di Ostia. Lei ha vinto, ora che in tanti hanno alzato la testa e ora che gli Spada e i loro complici sono sotto processo.

Questa la storia di Federica Angeli, raccontata con passione e con un’ottima penna nel libro.

Poi c’è il film di Claudio Bonivento.

La fiction di Bonivento

La pellicola, scritta da Domitilla Shula Di Pietro, fa di una storia potente una sorta di fiction tv di livello medio. A partire dai personaggi che sono spesso sopra le righe o fuori ruolo a partire dalla stessa protagonista, Claudia Gerini, che durante tutto il film appare un po’ spaesata. Poi c’è Francesco Venditti, il marito, che mantiene per tutto il film la stessa espressione sia che vengano minacciati i suoi figli sia che abbia voglia di fare l’amore con la moglie. C’è quindi il cattivissimo Mirko Frezza (nei panni di Calogero Costa, alias Roberto Spada, quello della testata al giornalista di Rai2) a tratti addirittura grottesco nella sua rozza violenza e verbosità in stile banda dalla Magliana (serie tv). Per non parlare di Francesco Pannofino che ricorda un po' il regista di ‘Boris’ nel ruolo del caporedattore o di Rodolfo Laganà, improbabile capo e patriarca del clan mafioso che da 40 anni terrorizza Ostia.

Come in una fiction tv, la storia di Federica Angeli viene raccontata in maniera quasi didascalica, seguendo la cronologia degli eventi – minacce, testimonianza-denuncia dell’omicidio a cui assiste, assegnazione della scorta, minacce al figlio, attentato a casa con liquido infiammabile, processo – e inserendo di tanto in tanto sequenze ‘familiari’ in cui non si va mai a fondo nella psicologia dei personaggi.

La psicologia (che non c'è) dei personaggi

E’ proprio questo il limite maggiore di questa pellicola, prodotta da Laser Digital Film in collaborazione con Rai Cinema e distribuita da Eagle Picture da domani, ossia non cercare mai di approfondire la psicologia dei personaggi. Angeli-Gerini è per tutto il film quasi stordita da ciò che le sta accadendo e il suo rapporto col marito è quasi inesistente. In quanto al coniuge, che la vera Federica ha definito la sua forza perché l’ha sempre sostenuta e appoggiata e non l’ha fatta sentire mai sola, risulta del tutto privo di spessore: dalla reazione inesistente alla notizia che la moglie denuncerà la mafia all’accettazione rassegnata della scorta solo a Federica. Per non dire poi del momento di scontro che viene affidato a un pranzo famiglia e si risolve con un paio di battute. Alcune soluzioni narrative introducono personaggi che sono un po’ simbolo del mondo attorno a Federica Angeli, dall’amica che poi si rivelerà altra cosa alla sorella e alla mamma che sono sinceramente preoccupate per lei e i suoi figli prima ancora che per se stesse, l’ex magistrato amico ora assessore alla Legalità a il politico corrotto di Ostia che Federica Angeli conosce da sempre e credeva fosse onesto, dai commercianti vessati dalla mafia che ritrovano coraggio grazie alla Angeli ai carabinieri che l’ammirano per il coraggio e la compatiscono per quello che dovrà passare. Tutti personaggi che ruotano intorno alla protagonista per raccontare lo scenario e il mondo in cui vive la Angeli. Un mondo che alla fine le renderà merito per quello che ha fatto in un happy end in perfetto stile fiction per famiglie.



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