Abbiamo visto 'Blade Runner 2049'. La verità (non) viene rivelata

Quello che si può dire sul film più atteso dell'anno in sala dal 5 ottobre

Abbiamo visto 'Blade Runner 2049'. La verità (non) viene rivelata

​L’attesa è finita: uno dei film più misteriosi e forieri di maggiori aspettative degli ultimi anni sta per attivare al cinema. Il 5 ottobre è il grande giorno e ‘Blade Runner 2049’ di Denis Villeneuve uscirà nelle sale in 750 copie distribuite da Warner Bros. Entertainment Italia, ma oggi il film è svelato anche a noi, dopo che la stampa Usa aveva avuto l’onore di vederlo qualche giorno fa.

Il mondo del 2049

Che dire di questo sequel del capolavoro di Ridley Scott del 1982? Il film funziona. E molto. Le atmosfere e i colori non ricordano il primo 'Blade Runner', ma rendono bene quella società quasi post apocalittica che si vuole rappresentare. Gli effetti speciali e la fotografia di Roger Deakins portano lo spettatore in una Los Angeles cupa, piovosa, con tante luci al neon, ologrammi e abitazioni in cui la domotica non esiste e unico elemento futuristico è una ragazza-ologramma  (Ana De Armas) con cui interagisce il protagonista, il nuovo blade runner, Ryan Gosling.  

Abbiamo visto 'Blade Runner 2049'. La verità (non) viene rivelata
 Immagine dal film 'Blade Runner 2049' di Denis Villeneuve

Il mondo del 2049 è popolato da umani che non sono potuti andare nelle colonie extramondo e da replicanti di ultima generazione Nexus 9. Questi sono stati creati da un genio cieco e inquitante, Niander Wallace (Jared Leto), che dopo aver risolto attraverso la genetica il problema della fame nel mondo, acquista quanto rimane della Tyrell Corporation in bancarotta (la società che produceva i replicanti Nexus 6 e Nexus 8) e realizza replicanti ‘perfezionati’. Poi ci sono i blade runner che cacciano replicanti Nexus 8 che devono essere disattivati.

La trama rivelata (quasi)

Su questo substrato narrativo si muove la storia dell’agente K (Ryan Gosling), un blade runner appartenente al dipartimento di polizia di Los Angeles guidato da ‘Madame’ (Robin Wright), che va a caccia di replicanti di seconda generazione (quelli di prima, come Roy Baty-Rutger Hauer del 1982, vivevano 4 anni e sono morti tutti), Nexus 8. Durante una missione in cui combatte contro  il gigantesco replicante Sapper Morton (Dave Bautista), l’agente fa una scoperta eccezionale che può mettere a serio rischio l’esistenza degli esseri umani: l’esistenza di una sorta di personaggio messianico, tipo l’eletto di Matrix.  

Abbiamo visto 'Blade Runner 2049'. La verità (non) viene rivelata
 blade runner 2049 harrison ford

Nella sua disperata ricerca della verità, l’agente K ritrova Rick Deckard (Harrison Ford), scomparso nel 2020 insieme a un prototipo di replicante, Rachel (Sean Young). Grazie all’ex blade runner arriverà a capire tutto. Il finale, apertissimo e intelligente, pone le basi per una moltitudine di sequel ulteriori sulla falsariga del Pianeta delle scimmie. Quello che sarà difficile, però, è mantenere questo livello anche prossimamente.

Il grande interrogativo

L’attesa per questo film vive anche su un grosso interrogativo, sorto dopo l’uscita della versione ‘Director’s cut’ di Ridley Scott: Rick Deckard  è umano o è un replicante? In un discorso ricco di ambiguità Wallace cerca di  confondere le acque, ma la verità appare evidente. 

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"Ho visto cose..."

‘Blade Runner’ del 1982 fu una rivoluzione. Per la prima volta si poneva l questione se un robot (o replicante) potesse essere come un uomo. Se l’evoluzione tecnica potesse arrivare a realizzare un essere cibernetico senziente. La celeberrima frase di Roy Baty, “Ho visto cose che voi umani non potreste neppure immaginare”, segnò un’epoca. Inoltre c’era la distopica Los Angeles ideata dal concept artist Syd Mead. Oggi tutto questo non c’è più, né Villeneuve riesce a sollevare interrogativi forti e attuali come quelli del film di Ridley Scott (e del libro "Do Androids Dream of Electric Sheep?", di Philip Dick da cui era tratto il film) di 35 anni fa. Manca, dunque, quella portata mistico-filosofica che c’era allora. Ciononostante, questo nuovo ‘Blade Runner’ ha una grande forza visiva e narrativa.

Per arrivare preparati

Il futuro in cui è ambientato di film dè traslato di 30 anni rispetto al primo ‘Blade Runner’. Cosa è successo in questo tempo? Denis Villeneuve ha chiesto a tre artisti di firmare dei corti, ambientati tra il 2019 e il 2049. Facciamo il punto facendoci aiutare dal sito Fantascienza.com.

  • 2020 - Dopo la morte del fondatore Eldon Tyrell, la Tyrell corporation mette frettolosamente in costruzione una nuova linea di replicanti chiamata Nexus 8, da usare nelle colonie extra mondo. Rispetto al modello precedente, che aveva un limite di vita di quattro anni, i Nexus 8 hanno vita illimitata e impianti oculari per poterli riconoscere.
  • 2022 - 'Black Out’ è un corto animato. Autore Shinichiro Watanabe, uno tra i più quotati tra gli autori contemporanei di anime giapponesi. In questa data un gigantesco blackout lascia intere città senza energia per settimane, ogni data-base negli Stati Uniti è distrutto o corrotto, I mercati finanziari crollano in tutto il mondo, le scorte di cibo scarseggiano. Del blackout vengono incolpati i replicanti.

  • 2036 - 'Nexus Down’ è diretto da Luke Scott (figlio di Ridley, produttore del sequel e regista del film originale) e ha per protagonista Jared Leto/Niander Wallace. Il divieto viene abrogato. Wallace presenta una nuova linea di replicanti "perfezionati".

  • 2048: 'Nowhere to Run’ è diretto dallo stesso Luke Scott, ma il protagonista è Dave Bautista (il gigantesco replicante).



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