Il senso della traccia sull'illusione della conoscenza all'esame di Maturità

Illudersi di conoscere per non pensare: la realtà distopica immaginata da Orwell si sta realizzando

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UMBRELLA-ROSENBLUM FILMS PRODUCT / COLLECTION CHRISTOPHEL
Una scena del film tratto da '1984' di George Orwell

Interessante la scelta del testo di Sloman e Fernbach sull’illusione della conoscenza nel mondo contemporaneo tra le tracce della prima prova dell'esame di Maturità. Gli autori, studiosi cognitivisti, pongono un problema centrale: l’enorme diffusione delle informazioni non ci rende più sapienti ma, semmai, ci consegna a un destino di ignoranza e incapacità di agire come cittadini consapevoli. Ci affidiamo alla conoscenza di altri e siamo incapaci di esercitare il nostro pensiero critico. La visione distopica di Orwell si è realizzata.

Il mondo sta diventando sempre più complesso e non riusciamo a renderci conto che siamo marionette nelle mani dei pochi che hanno il privilegio della conoscenza. Non riusciamo a comprendere lo stato delle cose, perché non è conveniente che esercitiamo il nostro pensiero critico. Chi lo fa viene espulso dal sistema e messo nell’angolo. La maggior parte delle nostre opinioni si fondano sul pensiero dominante e non sulla nostra capacità di razionalizzare. “Bombardare” le persone di fatti non aiuta a sviluppare la capacità di obiettare, argomentare e produrre quella crescita e sviluppo al base del benessere sociale.

L’essere umano si è impigrito affidandosi a una conoscenza “dominante” che, se da un lato ci consente di sopravvivere in una dimensione sempre più complessa e articolata, dall’altra impedisce di porci in discussione e ritrovare una linea che porti all’approfondimento e alla razionalizzazione.

Come educatori avremmo il dovere di sollecitare le capacità di pensiero critico dei nostri studenti (Davies & Barnett, 2015), sollecitandoli a pensare diversamente, a porsi delle domande a ribellarsi alle ingiustizie diffuse.

Il pensiero critico migliora la comprensione profonda e ci libera dalla schiavitù dell’illusione della conoscenza. Si tratta di un obiettivo difficile, purtroppo, perché dovremmo strutturare i nostri percorsi educativi in modo da esercitare quel pensiero critico che noi stessi non conosciamo, adagiandoci continuamente nel pensiero prevalente di chi controlla le nostre coscienze.

Un po' di bibliografia

Sloman S., Fernbach P. (2017). The Knowledge Illusion. NYC (USA): Riverhead books.

Davies, M., & Barnett, R. (Eds.). (2015). The Palgrave handbook of critical thinking in higher education. Springer.

Dominguez, C. (coord.) (2018). The CRITHINKEDU European course on critical thinking education for university teachers: from conception to delivery. Vila Real: UTAD. ISBN: 978-989-704-274-4

Facione, P. (1990). Critical thinking: A statement of expert consensus for purposes of educational assessment and instruction (The Delphi Report).

POCE A. (2017). Verba sequentur. Pensiero e scrittura per uno sviluppo critico delle competenze nella scuola secondaria/Verba sequentur. Thinking and writing for a critical development of competences at secondary school. ISBN 978-88-917-5232-1. Franco Angeli: Milano (pp.77), (published in English and Italian). 



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