Perché spendere 300mila euro per un bus elettrico è un affare per i comuni

Una nuova tecnologia di batteria abbatte i costi e i tempi di ricarica. Il futuro delle città può essere davvero green, con un investimento contenuto

Perché spendere 300mila euro per un bus elettrico è un affare per i comuni

La nuova mobilità pubblica elettrica delle città italiane ha nell'autobus elettrico di nuova generazione la soluzione tecnologica a gravi problemi di ordine economico ed ambientale.

Gli autobus a gasolio e a metano delle società comunali di trasporto saranno presto sostituiti da autobus elettrici di 12 e 18 metri, i cui motori elettrici sono alimentati da batterie al litio di nuova generazione: leggere, durevoli e capaci di garantire fino a 300 km con una sola ricarica. Una tecnologia così evoluta da rendere un lontano ricordo le fallimentari esperienze degli anni passati con i piccoli bus elettrici alimentati dalle obsolete e batterie al piombo.

Simili a quelli in servizio a Grosseto, gli autobus in questione sono prodotti non solo in Cina, dove nel solo 2016  ne sono stati venduti 116mila, ma anche in Europa: ad esempio, in Olanda.

La tecnologia di ricarica veloce

Per ottimizzare la durata delle batterie e prevenire la loro scarica eccessiva, quelli nuovi avranno tutti le celle solari ad alta efficienza integrate nel tetto. Mentre la ricarica completa avverrà in deposito, con la possibilità di usare i pantografi per la ricarica rapida al capolinea, come ad  Eindhoven, in cui 43 punti di ricarica al capolinea ridanno energia ad altrettanti autobus.

I costi di esercizio si limitano alla manutenzione annuale del motore elettrico. Che è più bassa di quella del motore a combustione perché la progressione in accelerazione del motore elettrico è continua e non richiede cambi di marcia, mentre le continue accelerazioni e frenate tipiche di un autobus urbano sono ideali per il motore elettrico, che ha una grande coppia motrice e la frenata rigenerativa.

Il buon funzionamento delle batterie è garantito per 10 anni, dopo i quali tipicamente le batterie dovranno avere il 70% della capacità iniziale, mentre (ne parleremo dopo il salone auto di Ginevra) stanno per arrivare sul mercato batterie al grafene ad altissima densità energetica.

Quanto costano gli autobus elettrici?

Il costo di uno di questi autobus è compreso fra i 300mila e i 500mila euro a seconda della dimensione: ma diminuisce rapidamente a causa del rapido tasso di diminuzione del prezzo delle batterie agli ioni di litio (14% all'anno: con la produzione globale di batterie che negli ultimi dieci anni è raddoppiata ogni anno).

A Bergamo, ad esempio, l'azienda comunale ha da poco messo a gara l'acquisto di 12 autobus elettrici e relativi impianti di ricarica: 6,5 milioni la base d'asta, per autobus di circa 12 metri con autonomia di 180 km per singola ricarica.

L'extra costo rispetto ad un autobus alimentato dal gasolio o dal metano che bruciano nel motore termico, verrà recuperato attraverso il risparmio sul costo del carburante e sulle spese di manutenzione del motore a combustione interna. Un autobus, infatti, in media percorre 3 km con un litro di gasolio e percorre fra i 30mila e i 60mila km all'anno, consumando fra i 10mila e 20mila litri di carburante.

Mentre il costo dell'energia elettrica che serve ad alimentare la flotta non solo è più basso, ma può essere ulteriormente ridotto rendendo fotovoltaiche le stazioni di ricarica che saranno costruite presso gli attuali depositi delle flotte.

Mandiamo l'autobus termico in soffitta (ma anche i tram)

Al posto di acquistare nuovi autobus con il motore termico, o di costruire nuove linee di tram in cui al grande costo per la costruzione delle linee occorre aggiungere quello milionario della manutenzione annua dei vagoni, è possibile usare le ingenti risorse comunitarie per l'efficienza energetica e le energie pulite per elettrificare le flotte e liberarsi dal costo economico ed ambientale dei combustibili fossili e dei motori termici.  Senza scavi, senza cantieri e senza dover penalizzare la vita dei cittadini: semplicemente usando la rete stradale esistente.

I vantaggi per l'ambiente, calcolati

I cittadini saranno invogliati ad usare bus che finalmente non fanno né rumore né fumo:  mentre a bordo i livelli di comfort sono così elevati da invogliare a riusare il servizio pubblico. Le emissioni inquinanti, specie le polveri sottili e il rumore prodotti dai motori termici, infatti si azzerano. Penalizzate da gravi livelli di inquinamento atmosferico, le città italiane con il loro immenso patrimonio storico-artistico, diventeranno conosciute anche per il trasporto pubblico silenzioso, comodo e interamente pulito.

Per gli autisti e i lavoratori delle società pubbliche di trasporto, inoltre, la prospettiva di non lavorare più in aziende di retroguardia basate su tecnologie sviluppate un secolo fa: ma in aziende che guardando al futuro in cui le nuove tecnologie per la mobilità green, aprono nuove prospettive anche dal punto di vista economico e sociale.