Chi ha rappresentato l'Italia al summit delle micromacchine di Buenos Aires

Si è chiusa il 16 maggio l'edizione numero 24 del World Smart Systems & Micromachine Summit 2018. Protagonisti i 'mems' che rendono intelligenti tanti oggetti della nostra vita quotidiana

Chi ha rappresentato l'Italia al summit delle micromacchine di Buenos Aires

Si è svolto a Buenos Aires, Argentina, tra il 14 e il 16 maggio scorsi, il “24th World Smart Systems & Micromachine Summit 2018 (The MMS 2018)”, dove i protagonisti sono i MEMS, i Micro Electro-Mechanical Systems che rendono intelligenti tanti degli oggetti della nostra vita quotidiana, dai cellulari alle lavatrici, vera rivoluzione tecnologica che interessa tanto il mondo industriale quanto i prodotti di largo consumo. A rappresentare l’Italia come Chief Delegate (capo delegato) ormai da vari anni il prof. Paolo Dario dell’Istituto di BioRobotica, della Scuola Superiore Sant’Anna, incaricato di portare la situazione italiana nel contesto internazionale.

In Italia STMicroelectronics, un'azienda con sede ad Agrate e Catania è un gran bel caso di innovazione. L’azienda progetta, ingegnerizza e produce sensori e attuatori MEMS avanzati e integrati in dispositivi elettronici e componenti, utilizzati quotidianamente: per intenderci, i microsensori che hanno reso l’iPhone della Apple una delle innovazioni più radicali della storia sono stati realizzati e prodotti in Italia. Elementi fondamentali oggi anche per l’ “Internet delle cose” (Internet of Things - IoT), in grado di rendere “intelligenti” gli oggetti di uso quotidiano, dalla casa all’automobile, fino alle cosiddette “smart city”. Quanti, tenendo in mano uno smartphone, giocando con una console al videogioco preferito o impostando il programma di una lavatrice sanno che la tecnologia che li aziona è uno dei fattori di punta dell’innovazione italiana? Da quando Benedetto Vigna (classe 1969), appena laureatosi in fisica nucleare all’università di Pisa, incontrò Bruno Murari, uno dei pionieri dell’elettronica italiana (classe 1936), con la visione di poter costruire MEMS sempre più piccoli, a basso costo e in grandissimi numeri, e la capacità di realizzare un giroscopio a tre assi, estremamente piccolo ma capace di avvertire qualsiasi forza di torsione, che di fatto ne ha realizzato la fortuna, STMicroelectronics ha prodotto tra i 700 e gli 800 milioni di Mems con un business che oggi si aggira intorno ai 200 milioni di dollari, coprendo grandi fette del mercato mondiale.

Anche Bosch Italia (Bosch, fornitore leader di sensori MEMS a livello mondiale, è uno dei grandi gruppi tedeschi che hanno guidato la rivoluzione Industria 4.0), presente nel nostro Paese dal 1904, è una realtà industriale che con la sua partecipata Sensortec ha una sua significativa incidenza nel settore dei MEMS e dell’IOT. Nel 2016, Bosch Italia con i suoi 5.800 collaboratori ha conseguito un fatturato di 2,4 miliardi di euro. Con 22 aziende in portfolio e 4 centri di ricerca (45 milioni di investimenti annui in R&S), l’Italia è per il gruppo uno dei mercati più importanti a livello mondiale (Fonte Industria Italiana). Recente (luglio 2017), l’accordo sull’IoT di Bosch Sensortec con Arrow Electronics, in grado di andare incontro alle esigenze sempre più estese dei mercati internazionali sui contesti smart, dalla casa alla città all’automazione degli edifici o alle applicazioni industriali 4.0, fino ai robot domestici o ai droni, per citarne alcuni, con sistemi sempre più intelligenti e cloud per le applicazioni IoT, in grado di percepire in modo sofisticato e ultra sensibile il mondo circostante.

Special interest topic al Micromachine Summit di quest’anno è stato il focus sulle applicazioni per Ambiente e Agrifood. Anche in Italia l’attenzione al settore è sempre maggiore. Intesa Sanpaolo ha persino istituito un premio per le aziende più promettenti che sviluppano tecnologie innovative per l'Economia Circolare e l'Industria 4.0, con particolare attenzione alle soluzioni per il settore Agrifood. Il Premio Intesa Sanpaolo Circular è andato quest’anno a Hexagro Urban Farming, la startup dedicata al decentramento della produzione alimentare nelle aree urbane, che ha così ottenuto l'ammissione al programma Emerging Innovators della Ellen MacArthur Foundation. Il premio Future Food, finalizzato a trovare il miglior progetto nel settore della sicurezza alimentare e della tracciabilità, è stato assegnato invece a Wenda, specializzata nel monitoraggio dell'integrità alimentare tramite IoT e Blockchain, che ora potrà partecipare alla Food Innovation Global Mission, un tour educativo che consentirà il confronto con realtà di tutto il mondo.

La Bioeconomia in Italia vale 260 miliardi di euro, secondo il Quarto rapporto sulla Bioeconomia in Europa di Assobiotec-Intesa Sanpaolo. L'industria alimentare (bevande e tabacco) rappresenta il 51% della Bioeconomia globale con un valore di mercato di 132 miliardi di euro. Seguono agricoltura, silvicoltura e pesca, con il 21,5% della Bioeconomia globale e un valore di mercato di 56 miliardi di euro.

La forza lavoro dei cittadini stranieri è molto interessante: su dati economici generici ma comunque riportabili a quelli oggetto del Micro Machine Summit, sono 575.000 le aziende create da immigrati in italia, ovvero il 9,5% di tutte le aziende operanti nel nostro Paese, un Paese in cui l'invecchiamento della popolazione continua inesorabilmente a crescere (secondo l’Istat in Italia Il 1° gennaio 2017 l'età media dei residenti era di 44,9 anni, due anni in più rispetto al 2007, e gli ultrasessantenni hanno registrato un aumento notevole: 727.000 – ovvero l’1,2% della popolazione, quasi il doppio rispetto al 2007). La popolazione straniera sostiene in pratica la crescita demografica e la creazione di opportunità quali nuove aziende e posti di lavoro per tutti, dimostrando una significativa vitalità (tali aziende sono caratterizzate da una rapida crescita e creano un numero considerevole di posti di lavoro, più di 800.000 all'anno, giusto per sfatare il mito, parlando del settore, che gli immigrati possano solo raccogliere i pomodori nei campi).

Anche grazie ai MEMS il sistema di innovazione digitale sta cambiando completamente il settore agricolo, per mezzo delle nuove tecnologie abilitanti: possiamo già parlare di Agricoltura 4.0 in Italia. Il Precision Farming in Italia (dati Osservatori Digital Innovation) ha un valore di mercato di 100 milioni di euro, sono decine le aziende agricole innovative e il 50% sfrutta nuove soluzioni Big Data & Analytics e IoT. Non a caso sempre più ragazzi trovano il loro futuro nell’Agricoltura e vi è un nuovo ritorno alla “terra”. L'Italia è infatti ai vertici dell'Unione Europea per la presenza di giovani in Agricoltura: sono oltre 55.000 le aziende guidate da giovani con meno di 35 anni (Fonte Sole 24 Ore).

Molte aziende agroalimentari adottano tecnologie MEMS per monitorare la qualità e la sicurezza degli alimenti (da Barilla a Ferrero), con tecnologie chiave quali Internet delle cose, Intelligenza artificiale, Blockchain per Agrifood, con lo scopo di creare nuove gamme di prodotti ecologici e di alta qualità, e anche l’Economia Circolare (capace di riprogettare i prodotti, i componenti e i materiali alla massima utilità e valore in ogni momento, secondo la definizione di Ellen MacArthur, Foundation Web, 11 ottobre 2016) non può esimersi dal contribuire a creare la “Factory” del futuro.

“Sicuramente Bioeconomia e Agricoltura 4.0 rappresentano incredibili opportunità per l'Italia per crescere attraverso lo sviluppo di tecnologie sostenibili e creare posti di lavoro per i giovani”, afferma il prof. Dario, “L'Italia è all'avanguardia nel settore dei MEMS e le applicazioni per l'Agricoltura e l'Ambiente possono essere spinte molto dal nostro sistema della ricerca e dalla Ricerca&Sviluppo di aziende di eccellenza quali STMicroelectronics. L'utilizzo di MEMS da parte delle aziende agroalimentari garantisce non solo l'efficienza produttiva (quantità), ma anche un attento monitoraggio della qualità e sicurezza alimentare, un segno distintivo dei prodotti made in Italy“.

 



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