Addio a Leon Lederman, il Nobel padre della "particella di Dio"

Il fisico sperimentale americano è deceduto il 3 ottobre a 96 anni. Fu autore di fondamentali scoperte sui neutrini e diresse il Fermilab

Leon Lederman nobel fisica 
Foto: MGA / Science Photo Library 

Leon Lederman, fisico sperimentale americano, è deceduto il 3 ottobre scorso all’età di novantasei anni. Per molti anni Direttore del FermiLab, famosissimo per le sue scoperte, è stato un indiscusso protagonista della fisica delle particelle elementari sin dagli anni ’60 del secolo scorso. Nel 1988 era stato insignito, insieme a Melvin Schwartz e Jack Steinberg, del Premio Nobel per la fisica per la scoperta del neutrino muonico, avvenuta nel 1962.

I neutrini

I neutrini fanno parte delle particelle elementari, cioè dei costituenti ultimi della materia, che interagendo tra loro danno luogo miracolosamente a tutto ciò che ci circonda sulla Terra, compresi noi stessi, e a tutte le stelle e le galassie dell’Universo. Ne esistono tre diversi tipi, elettronico, muonico e tauonico perché nelle interazioni si accompagnano rispettivamente ad altrettanti leptoni quali l’elettrone, il muone e il tau. Il primo a essere stato ipotizzato nel 1930 da Wolfgang Pauli è stato quello elettronico, scoperto poi sperimentalmente da Clyde Cowan e Frederick Reines nel 1956. E’ stato invece necessario aspettare l’anno 2000 perché l’esperimento DONUT mostrasse l’evidenza sperimentale del neutrino tau.

I neutrini sono particelle molto singolari, non hanno carica elettrica, una massa piccolissima, tanto da essere stati definiti la cosa più vicina al niente che esista. Interagiscono molto debolmente con la materia, sono numerosissimi e arrivano sino a noi dagli angoli più lontani e nascosti dell’Universo. Inoltre potremmo definirli dei trasformisti perché viaggiando nello spazio e nel tempo, possono “oscillare”, cioè trasmutare da un tipo all’altro.

Leon Lederman nobel fisica 
VICTOR HABBICK VISIONS / VHB / SCIENCE PHOTO LIBRARY 

Lederman, dopo avere sfiorato nel 1970 la scoperta della particella J/Ψ (si legge gei-psi), ha guidato al FermiLab nei pressi di Chicago la collaborazione E288 che nel 1977 ha scoperto il quark bottom. I leptoni (di cui fanno parte i neutrini) e i quark sono gli elementi fondamentali del Modello Standard delle particelle elementari e delle interazioni fondamentali (MS) che ci permette di inquadrare in un unico principio di simmetria, con l’esclusione della forza gravitazionale, tutte le particelle elementari e le forze, ossia le interazioni che avvengono tra esse.

Lederman, spirito arguto e molto spiritoso anche durante i suoi seminari, fu anche un eccellente divulgatore. Famosissimo il suo libro scritto nel 1993 con Dick Teresi dal titolo in italiano, “La particella di Dio”, alla base del nome con cui è universalmente noto il bosone di Higgs, l’ultimo anello mancante del Modello Standard, scoperto nel 2012 al CERN di Ginevra dai due esperimenti ATLAS e CMS.

L’origine del nome è curiosa e non ha nulla a che fare con una possibile protervia dei fisici. Il nome particella di Dio, infatti, è stato imposto dall’editore in sostituzione del soprannome originale “Goddamn particle”, ovvero particella maledetta, scelto da Lederman proprio per sottolineare la difficoltà della sua rivelazione. Non per nulla tra la scoperta nel 2012 e la formulazione teorica della sua esistenza sono passati decenni.



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