La ricerca ha bisogno del sostegno dei cittadini

Un compito non da poco in una società che tende a diffidare anche degli scienziati

La ricerca ha bisogno del sostegno dei cittadini

La notte europea dei ricercatori è una occasione davvero molto importante perché consente di portare all’attenzione del grande pubblico il mondo variegato della ricerca e della scienza. Non è compito da poco in una società che tende a diffidare di tutto, anche di scienziati e di ricercatori riuscire a portare migliaia di ragazzi di famiglie, a partecipare a iniziative di dibattito e di divulgazione. La ricerca ha infatti bisogno non solo del sostegno economico, ma soprattutto del sostegno politico e sociale da parte dei cittadini. Soprattutto in Italia, dove pure, tra mille difficoltà non mancano le iniziative che meritano di essere evidenziate. Per esempio, nell’ambito delle ricerche sulla complessità è davvero un’ottima notizia il fatto che tra appena un paio di settimane a Lucca si aprirà Critis, una conferenza internazionale che ha come focus la ricerca multidisciplinare sulle infrastrutture critiche.

Acqua, luce, gas, ma anche trasporti e telecomunicazioni: le infrastrutture critiche sono quelle la cui distruzione o interruzione anche parziale possono compromettere il funzionamento normale di un Paese. La globalizzazione e la liberalizzazione - con i loro aspetti economici, sociali, tecnologici e politici - comportano infrastrutture critiche sempre più interoperabili, integrate e dipendenti. Questi fenomeni e l'instabilità socio-politica reale presentano nuove e difficili difficoltà alla gestione e alla protezione di questi sistemi e, in particolare, impongono lo sviluppo di strategie innovative per garantire la continuità del servizio.

La necessità di un approccio interdisciplinare

L'abbondanza di servizi di infrastrutture moderne non è più pensabile senza tecnologie di informazione e di comunicazione che sono però considerate tra gli elementi più vulnerabili di tutto il sistema. La stessa natura delle vulnerabilità è cambiata: la crescita delle infrastrutture basata sull’adozione di elementi e tecnologie standardizzati ha portato ad introdurre rischi sistemici, ovvero dovuti alle proprietà emergenti e collettive di quelli che sono divenuti sistemi complessi. Non a caso nell’ultimo decennio si è sviluppata un’attenzione crescente al tema della modellazione del rischio sistemico, modellazione che non può che rinunciare alla pretesa di previsione deterministica dell’evento per ricorrere invece ad approcci probabilistici ed all’uso dei big data usando approcci mutuati dalla meccanica statistica e dalla complessità per analizzare invece i possibili scenari di rischio.

Per affrontare tali problematiche, non è quindi più sufficiente ricorrere ad esperti di un singolo settore ed è necessario non solo un approccio fortemente interdisciplinare basato sulla contaminazione di più discipline accademiche, ma anche un confronto con gli operatori delle infrastrutture, con i policy maker e con il mondo civile. Serve un punto di incontro come possono essere delle conferenze scientifiche allargate in cui a discussioni tecniche si aggiungano tavoli di confronto con il cittadino, con le istituzioni che controllano e sorvegliano le infrastrutture, ma anche con le realtà industriali che implementino nuove soluzioni. CRITIS, la conferenza sulla protezione delle infrastrutture critiche, è un appuntamento annuale che da sempre raccoglie tale spirito; quest’anno sarà tenuta a Lucca, insieme a dei workshop su temi di grande interesse come i sistemi idrici e quelli energetici.



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