Insetti sterili e mutanti: pronta l'arma anti-zanzara. Ma è una buona idea?

Con l'ingegneria genetica si eliminano le femmine fertili, ma sono molti i dubbi da risolvere

Insetti sterili e mutanti: pronta l'arma anti-zanzara. Ma è una buona idea?

Recenti report giornalistici annunciano con entusiasmo la scoperta di nuove tecnologie per la lotta alle zanzare e per impedire la diffusione delle malattie che trasmettono. La difesa basata sull’uso di insetticidi ha mostrato negli anni sempre maggiori limiti (selezione di popolazioni resistenti, meno molecole insetticide disponibili, impossibilità di colpire in modo totale e uniforme gli insetti).

La tecnica dell'insetto sterile per il controllo della riproduzione delle zanzare

La possibile alternativa è quella di distribuire nell’ambiente insetti sterilizzati per impedire la riproduzione delle popolazioni naturali delle zanzare. E’ un approccio tutt’altro che recente che è stato seguito da tanti ricercatori per affrontare il problema della lotta alle zanzare. Dalle tecniche di produzione di maschi sterili basate essenzialmente sull’uso di irradiazione con raggi “gamma” si è progressivamente passati ad approcci “genetici” che puntano a modificare i geni della zanzare per impedire alle femmine loro di riprodursi o non consentire alle larve delle femmine femminili di trasformarsi in adulto.

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Si tratta comunque di approcci basati sulla produzione di “organismi geneticamente modificati”. Queste modifiche trasformano un gene essenziale in un gene letale che porta alla sterilità e/o alla morte delle zanzare femmina senza interferire invece con la vitalità delle zanzare maschio che si comportano quindi da portatori sani e accoppiandosi con le zanzare “selvatiche” porteranno, secondo varie simulazioni e sperimentazioni, a un rapido declino delle popolazioni delle zanzare. Declino delle popolazioni significa minori punture e minor trasmissione delle malattie.

I dubbi

Da questo punto di vista tutto bene. Ma credo sia obbligatorio porsi delle domande (e frenare anche gli entusiasmi eccessivi). La notizia fa sensazione, ma le soluzioni biotecnologiche, dall’introduzione di maschi sterilizzati all’uso degli insetti OGM, sono assolutamente specifiche. Praticamente non dobbiamo combattere la zanzara, ma varie specie differenti che, proprio perché specie diverse, richiedono ciascuna l’uso di un proprio “OGM”: i maschi di Anopheles gambiae non si accoppiano con quelli di Aedes albopictus e così via. Le zanzare trasmettono malattie ma la loro presenza è certamente essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi in cui sono presenti. Quale potrà essere l’effetto di una drastica riduzione delle loro popolazioni? Se eliminiamo una specie cosa potrà succedere alle altre? Gli OGM sono stati e vengono fortemente osteggiati da una parte dell’opinione pubblica. Quale accoglienza avranno questi? 



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